Famiglie e studenti

Asse tra Lombardia e Campania sull’alternanza scuola-lavoro

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Nasce l’asse Lombardia-Campania in materia di formazione, e in particolare sull’alternanza scuola-lavoro. Ieri è stato siglato a Roma, presso la sede degli industriali, a margine del consiglio generale di Confindustria, il protocollo d’intesa «Progetto per l’alternanza scuola-lavoro tra Lombardia e Campania». Firmatari e promotori dell’accordo Confindustria Lombardia, Confindustria Campania, Ufficio scolastico regionale per la Lombardia e Ufficio scolastico regionale per la Campania. Con l’accordo le due Regioni si impegnano a favorire un migliore orientamento scolastico e professionale dei territori della Campania e della Lombardia, consolidare le collaborazioni scuola-impresa sul versante dell’innovazione didattica, favorire progetti e esperienze di partenariato didattico tra scuole e imprese, avviare uno scambio di buone pratiche relative allo specifico curricolo scolastico considerato.

Il protocollo avrà una durata biennale e si propone di mettere a fattore comune l’esperienza e le best practice delle due Regioni protagoniste dell'intesa. Gli Uffici scolastici regionali di Campania e Lombardia,sono già da tempo attivi nell’attuazione delle politiche nazionali previste per gli studenti degli istituti secondari superiori in materia di alternanza scuola-lavoro attraverso un supporto alla progettazione e alla realizzazione di percorsi ad hoc. Questa esperienza si integra con le necessità delle imprese, rappresentate da Confindustria Campania e Confindustria Lombardia, di avere a disposizione un capitale umano qualificato che soddisfi quelle che sono le reali esigenze del mercato del lavoro. Per il presidente di Confindustria Lombardia, Alberto Ribolla, la collaborazione tra mondo della formazione e imprese «è di fondamentale importanza per ridurre il gap tra domanda e offerta del mercato del lavoro e aumentare l'occupabilità dei nostri giovani». «Confindustria Lombardia - spiega - all'interno del piano strategico #Lombardia2030 ha individuato nel match tra fabbisogni delle imprese e dinamiche evolutive del mercato uno dei requisiti per garantire competitività alla nostra forza lavoro e alle nostre imprese negli anni a venire». «Da anni -ricorda- l’alternanza scuola-lavoro è una priorità per le imprese: il fatto che la Buona scuola l'abbia resa un adempimento obbligatorio non deve farci dimenticare le esperienze di qualità realizzate nel nostro territorio, che vanno valorizzate e condivise con le altre regioni. Lo scambio di buone prassi tra aree diverse del Paese favorisce, infatti, una crescita omogenea e innesta un circolo virtuoso che consente alle imprese di avere a disposizione le risorse umane e le competenze professionali necessarie, soprattutto in una prospettiva di evoluzione all’industria 4.0». «L’aggiornamento professionale -sostiene Costanzo Jannotti Pecci, presidente di Confindustria Campania- è indispensabile a ogni età e i ragazzi che si immettono nel mondo del lavoro devono essere competitivi e devono cogliere tutte le possibili occasioni formative che vengono loro offerte. Per questo, in un mondo che evolve e si trasforma a ritmi incalzanti, l’attenzione dell’impresa alla formazione e ai progetti di alternanza scuola lavoro è un segnale importante». «Quello dell’alternanza scuola-lavoro -afferma il direttore generale dell'Ufficio scolastico regionale, Delia Campanelli- non è un tema nuovo per la Lombardia che, grazie alla collaborazione con il mondo produttivo e al lavoro realizzato negli anni dal mio ufficio, può essere oggi leader nella diffusione di un approccio di qualità alla progettazione e alla realizzazione dei percorsi. Con questo accordo i nostri ragazzi avranno una ulteriore, significativa possibilità per crescere professionalmente e culturalmente, per confrontarsi con luoghi e ambienti diversi, mettendo a frutto i propri talenti». «L’alternanza scuola lavoro -dice il direttore generale dell'Ufficio scolastico regionale della Campania, Luisa Franzese- grazie alla legge 107/2015, è diventata oggi una grande opportunità per assicurare ai nostri giovani una occasione di crescita culturale, al fine di progettare con responsabilità e consapevolezza il proprio futuro. È però necessario un salto di qualità, affinché nuovi modelli didattici e organizzativi consentano di trasformare il concetto di apprendimento in attività permanente».


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