Famiglie e studenti

Dal credito scolastico al voto finale: guida alla valutazione dei candidati

di Laura Virli

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In attesa che la Legge 107 esplichi i suoi effetti anche sulle procedure degli esami di Stato, che a breve saranno revisionate a norma del comma 181, lett. i 2) della Legge 107, gettiamo forse l'ultimo sguardo sulle modalità di valutazione degli studenti che affronteranno il 22 giugno l'ultima “fatica” prima di lasciarsi alla spalle la “vita da alunno”. Sono molte le famiglie e, a volte anche gli studenti, che al termine degli esami si lamentano della scarsa trasparenza delle procedure, segno che il meccanismo previsto dalla legge 425 nel lontano 1997, più volte ritoccata, è poco chiaro e ormai lontano dagli standard europei.
Per i “non addetti ai lavori” non è facile comprendere come si assegnano i punteggi alle varie prove e quale sia il peso del percorso quinquennale dell'allievo sulla valutazione finale.
Frequenti, quindi, i casi di insoddisfazione al termine dell'esame che ormai non viene considerato significativo nemmeno dalle Università per le immatricolazioni delle proprie matricole. Si potrebbe aprire un dibattito infinito sul mantenimento del valore legale del diploma della scuola superiore di secondo grado. Ma non è questo l'argomento da mettere a fuoco. Per cui, andiamo con ordine, e proviamo a spiegare alle famiglie, punto per punto, come la commissione assegnerà i punteggi nel corso dell'esame, seguendo la normativa vigente.

Credito scolastico
Il consiglio di classe attribuisce a ogni alunno, nello scrutinio finale di ciascuno degli ultimi tre anni della scuola secondaria superiore, un credito per l'andamento degli studi, denominato credito scolastico. La legge stabilisce il credito massimo conseguibile in ciascun anno scolastico che oscilla da un minimo di 10 (media del 6 in tutte le materie per l'intero triennio, compreso il comportamento) a un massimo di 25 punti (oltre la media del 9 in tutte le materie per l'intero triennio). Il credito può essere integrato di uno o due punti nell'ultimo anno per alunni meritevoli, a compensazione di situazioni di svantaggio documentate (gravi patologie, perdite di familiari, ecc), riscontrate negli anni precedenti in relazione a situazioni familiari o personali dell'alunno.
I criteri per l'attribuzione del credito scolastico sono preventivamente deliberati dal collegio docenti e comunicati agli studenti. L'attribuzione del punteggio, nell'ambito di precise bande di oscillazione, tiene conto del complesso di alcuni elementi valutativi tra cui l'aver frequentato le lezioni della religione cattolica o attività alternative alla religione, aver partecipato attivamente ad attività extracurricolari (gruppo sportivo, progetti, laboratori, corsi di lingue organizzati dalla scuola, ecc,) o extrascolastiche (cosiddetti crediti formativi ottenuti fuori dalla scuola quali attività lavorative, volontariato, certificazioni linguistiche, informatiche, ecc.) la cui attestazione deve pervenire alla scuola entro il 15 maggio di ogni anno per consentirne l'esame e la valutazione da parte dei consigli di classe in sede di scrutinio.
Un esempio? Se uno studente in sede di scrutinio del quinto anno ha conseguito la media del 7,3 e ha frequentato i corsi di lingua francese organizzati dalla scuola e ha ottenuto anche la certificazione esterna, rientra nella banda di oscillazione del credito che va da 7 a massimo 8 punti (6

Punteggio prove d’esame
Durante l'esame il candidato deve affrontare, come noto, tre prove scritte e un colloquio.
La commissione, per la valutazione delle prove scritte e del colloquio, utilizza quale strumento docimologico, delle griglie elaborate dal Consiglio di Classe e allegate al Documento del 15 maggio, al fine di rendere la valutazione la più oggettiva possibile, essendo basata su indicatori predefiniti.
La commissione dispone di 45 punti per la valutazione delle tre prove scritte. Il voto per ciascuna prova scritta va da 1 a 15. E' considerata sufficiente la prova che ha ottenuto 10 punti.
Per la valutazione del colloquio sono assegnati 30 punti. Il voto per il colloquio va da 1 a 30. E' considerato sufficiente il colloquio che ha ottenuto 20 punti.
Il punteggio minimo per superare l'esame è di 60/100.
Uno studente che ha ottenuto nel triennio 25 punti di credito, che alle prove scritte colleziona tutti i 45 punti a disposizione, e al colloquio il punteggio massimo di 30 punti, ottiene il più alto voto conseguibile che è pari a 100 punti.
La commissione ha, però, anche due possibilità: integrare il punteggio con un <> e assegnare la lode.

Il bonus
Fermo restando il punteggio massimo di 100 punti, la Commissione di esame può motivatamente integrare il punteggio fino a 5 punti (il famoso <>) che può assegnare, in base a criteri oggettivi che stabilirà in sede di riunione preliminare, ai candidati in possesso di almeno 15 punti di credito scolastico e 70 tra prove scritte e colloquio orale.
Il bonus non è affatto un obbligo perché, anche se fossero soddisfatte le due condizioni (15 punti di credito e 70 alle tre prove scritte), può accadere che non siano rispettati i criteri di assegnazione definiti dalla Commissione.

La lode
Trattasi di una “specie di salto agli ostacoli”. A coloro che conseguono il punteggio massimo di 100 punti, senza fruire del bonus, può essere attribuita la lode, ma solo se in possesso di alcuni prerequisiti di ammissione, ossia che
1.nell'ultimo triennio del ciclo di studi siano stati sempre promossi alla classe successiva all'unanimità dei componenti del consiglio di classe
2.abbiano conseguito un credito scolastico di 25 punti
3.nell'ultimo triennio del ciclo di studi non abbiano mai avuto in nessuna disciplina un voto inferiore a 8, ivi compresa la valutazione del comportamento.
Inoltre la decisione di attribuzione della lode deve essere presa dalla commissione all'unanimità, così come deve essere stato deliberato all'unanimità il voto massimo in ciascuna delle quattro prove.
Infine, anche se i requisiti sopra elencati sono tutti soddisfatti, la commissione deve in ogni caso motivare l'attribuzione della lode al candidato meritevole e trasmetterla all'Ufficio scolastico regionale di competenza.
Un tale meccanismo di valutazione dell'esame, apparentemente meccanico e quindi oggettivo, non tiene conto, naturalmente, del fattore <> per la presenza, in commissione, di professionisti di diversa provenienza, anche se equamente ripartiti tra membri interni ed esterni. E che entrano in gioco tante altre componenti che a volte rendono il risultato dell'esame al pari di un colpo di fortuna per la vincita alla lotteria.
Insomma sarebbe tempo di cambiare. A garanzia della salvaguardia del merito e del talento, ma anche dell'equità.


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