Famiglie e studenti

Federmeccanica porta la tecnologia tra i banchi delle elementari

di Claudio Tucci


Si può orientare all’«imprenditorialità» e al «saper fare» già dai banchi della scuola primaria? «Sì», con una gara di costruzioni tecnologiche, dove i bambini, in gruppo, e applicando nozioni di matematica, disegno, italiano e scienze, progettano e realizzano un giocattolo innovativo.

Il progetto
Diffuso ormai da anni in alcuni Paesi europei, Finlandia, Germania, Francia e Olanda, è giunto, da noi, alla quarta edizione il progetto «Eureka! Funziona!», voluto da Federmeccanica, in accordo con il ministero dell'Istruzione, per dare agli alunni di terza, quarta e quinta elementare una “prima infarinatura” di cultura tecnica e scientifica, facendo leva su creatività e “spirito imprenditoriale”. Oggi al teatro comunale di Bologna vengono premiati gli oltre 500 alunni “vincitori” della competizione 2016, dedicata all'automazione, uno degli assi portanti di Industry 4.0. «È sotto gli occhi di tutti che nuove tecnologie e innovazioni stanno cambiando il mondo della manifattura - ha sottolineato il presidente di Federmeccanica, Fabio Storchi -. E per le attività lavorative e professionali ci sarà sempre più bisogno di conoscenze tecniche e trasversali, di cui è bene, quindi, occuparci già agli esordi della formazione scolastica».

La formazione tecnica
A «Eureka! Funziona!», quest’anno, hanno partecipato oltre 11mila bambini di 28 città italiane (alla prima edizione, nel 2013, i partecipanti erano meno della metà, circa 4mila alunni); un crescendo d'interesse, testimoniato anche dai temi trattati nelle edizioni precedenti (pneumatica, meccanica, magnetismo). I bambini, suddividendosi ruoli e compiti, hanno “lavorato” alla realizzazione del giocattolo in 6/8 settimane. Federmeccanica ha fornito i kit con i materiali, tra cui un motorino, un led e un interruttore reed, formato da due magneti (che se avvicinati consentono al motorino di avviarsi o al led di accendersi - semplificando così il fenomeno dell'automazione, che è alla base della cosiddetta «Fabbrica intelligente»).


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