Famiglie e studenti

In Campania arriva «Scuola Viva»: fondi a 500 istituti per combattere la dispersione

di Ludovica Ciriello

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Approvata una programmazione triennale per oltre cento milioni da destinare alle scuole presenti nella Regione Campania, nel quadro del progetto «Scuola Viva». Voluto dalla giunta del governatore Vincenzo De Luca e, in particolare, dall’assessore all’Istruzione e alle Politiche sociali, Lucia Fortini, «Scuola Viva» usufruirà di risorse erogate dal Fondo Sociale Europeo, per potenziare l’offerta formativa delle Sistema Scolastico Regionale, sostenendo soprattutto gli istituti ubicati in zone dove il disagio sociale è più alto e dove, dunque, della Scuola si sente ancor più l’esigenza.

L’iniziativa
Una programmazione triennale (2016/2019), di 50mila euro l’anno per ognuna delle 500 scuole che saranno selezionate - attraverso un avviso pubblico, cui si potrà rispondere entro il 31 maggio di quest’anno - tra le circa mille presenti in Campania. Tante le attività - da realizzarsi esclusivamente in orario extrascolastico e nel periodo che va da luglio a settembre - che potranno così essere finanziate: da quelle legate a materie già oggetto di insegnamento ad altre volte ad introdurre gli studenti allo studio di discipline aggiuntive (come, ad esempio la musica o il teatro). Obiettivo principale del progetto è avvicinare gli studenti al mondo della Scuola, arginando il fenomeno della dispersione scolastica: da sempre, un grande problema per gli istituti campani. «Scuola Viva» si propone poi di coinvolgere, nelle attività che saranno organizzate, le famiglie degli studenti ed altre energie positive presenti sul territorio, come parrocchie o associazioni, per implementare anche il legame tra le scuole e il territorio in cui queste sono insediate.

Le attività
I progetti sostenuti da «Scuola Viva» - per i quali è previsto un costante monitoraggio da parte della Regione e degli istituti proponenti - saranno destinati a studenti di ogni ordine e grado e alle loro famiglie (con esclusione delle scuole d’infanzia). Sarà, però, data priorità a quanti presentano situazioni di svantaggio, disabilità o maggiori difficoltà di apprendimento nell’acquisizione delle competenze di base. Se, infatti, la dispersione scolastica è il principale problema della Scuola campana, non sarà però l’unico problema cui si proverà a porre un freno. Ogni istituto avrà la possibilità di progettare e avanzare nuove proposte, in ragione delle esigenze specifiche al suo territorio. Laboratori tematici in orari extracurricolari, corsi volti al recupero delle competenze di base, tutoring, percorsi mirati per soggetti con disabilità, incontri di orientamento, consulenza psicologica: sono solo alcune delle attività che potranno essere ospitate da ognuna delle scuole selezionate. Gli istituti superiori potranno, infatti, portare avanti anche progetti di alternanza scuola-lavoro, progetti di apprendimento (formazione in aula e stage in azienda) o, infine, i cosiddetti progetti di rete, articolati in 4 fasi: orientamento, formazione in aula o visite di studio, attività di impresa simulata e, infine, project work.

L’assessore Fortini: così aiutiamo il territorio
Dal prossimo anno scolastico, «Scuola Viva» raccoglierà il testimone da «Scuole Aperte»: il progetto del Miur, operativo già da quest’estate, che consentirà a istituti scolastici di quattro città italiane (Napoli, Milano, Palermo, Roma) di proseguire le proprie attività anche nel periodo estivo. «Abbiamo deciso d'accordo con il Miur che, avendo loro già a disposizione le risorse necessarie, avrebbero aperto le scuole fin da subito, mentre noi avremmo portato avanti il nostro progetto dal prossimo anno: come in una sorta staffetta. Credo sia un ottimo esempio di collaborazione tra istituzioni», spiega l'assessore Lucia Fortini. «L’idea di «Scuola Viva» nasce dalla lettura del territorio - continua l’assessore - da più parti, infatti, ci veniva chiesto di tenere le scuole aperte il più possibile. E questo perché, soprattutto nelle zone più disagiate, la scuola è sempre presidio di legalità. Anche se generalmente si lavora su programmazioni annuali, abbiamo quindi deciso di muoverci su un quadro triennale, così da poter apportare un cambiamento più profondo, che arrivi ad incidere anche sull’approccio culturale di studenti e genitori e sul loro modo di guardare alla Scuola».


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