Famiglie e studenti

Nasce il fondo per contrastare la povertà educativa: in 3 anni attivabili 400 milioni

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Un Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Un fondo che potrebbe attivare 400 milioni in tre anni grazie al credito di imposta. Lo hanno presentato ieri il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Tommaso Nannicini, e il presidente dell’Acri, Giuseppe Guzzetti, nella periferia est di Roma.

Il fondo è alimentato dalle fondazioni di origine bancaria, che riceveranno un credito di imposta del 75%- riconosciuto in legge di stabilità - per i contributi destinati a finanziare progetti in grado di rimuovere gli ostacoli ai processi educativi dei minori. In Italia infatti un milione di minori vive in condizioni di povertà assoluta che viene alimentata da quella educativa: quasi la metà dei minori non ha mai letto un libro oltre a quelli di studio, il 70% non ha mai visitato un sito archeologico , il 35% un museo e il 45% non ha mai fatto attività sportiva. I progetti da finanziare saranno selezionati dal governo, l’Acri e il Forum nazionale del terzo settore. «Si tratta di una misura sperimentale che, se dovesse funzionare ci darà le indicazioni per creare una misura strutturale - ha spiegato Nannicini - gli interventi saranno pochi ma guidati da una visione di insieme e dovranno creare un effetto leva per aumentare i fondi». Sui progetti si valuterà nei prossimi mesi ma saranno su due filoni: da un lato interventi territoriali per creare luoghi educativi come scuole fuori orario e biblioteche e dall’altro progetti personalizzati di tutoraggio per i minori in difficoltà. «È un fenomeno sociale drammatico che un paese civile non può consentire - ha spiegato Guzzetti -, ci siamo dichiarati subito orgogliosi e pronti ad aderire, impegnandoci a finanziarla con circa 120 milioni di euro all’anno secondo un protocollo definito e concordato con il Governo».


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