Famiglie e studenti

Scuole, via ai 480 milioni per l’edilizia

di Gianni Trovati

Una spinta agli investimenti locali arriva quest’anno dall’esclusione dei calcoli per il pareggio di bilancio del bonus di 480 milioni per gli interventi sull’edilizia scolastica di Comuni, Città metropolitane e Province. Con la firma da parte del presidente del consiglio Matteo Renzi è arrivato ieri al traguardo il decreto che assegna gli «spazi finanziari» agli enti locali (qui l’elenco dei numeri ente per ente ). L’aiuto, introdotto dall’ultima manovra (comma 713 della legge 208/2015), è stato distribuito sulla base delle richieste arrivate entro marzo dagli stessi enti locali, e distinte in tre famiglie: gli interventi già avviati grazie all’incentivo messo in campo due anni fa (articolo 48 del Dl 66/2014), quelli iniziati con i cofinanziamenti della Bei e infine le spese slegate dalle due mosse precedenti. Alle prime due «priorità» vanno poco più di 101 milioni, che esauriscono completamente le richieste degli enti locali, mentre alla terza categoria, maggioritaria, finiscono gli altri 378 milioni: in questo caso, ogni amministrazione ottiene uno «spazio finanziario» pari al 55,59% di quanto richiesto sulla base dei propri progetti.
Le amministrazioni locali destinatarie del bonus dovranno certificare alla struttura di missione che a Palazzo Chigi monitora i lavori sull’edilizia scolastica: in caso di ritardi o mancate realizzazioni, gli spazi finanziari potranno essere redistribuiti, senza ovviamente modificarne il valore complessivo.


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