Famiglie e studenti

La scuola «dribbla» la legge Fornero: nei prossimi tre anni in pensione 79.698 prof

di Claudio Tucci

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La scuola sembra essere l’unico comparto ad aver risentito per un periodo limitato dell’allungamento dei requisiti pensionistici operato nel 2012 dalla legge Fornero. Almeno stando alle stime sulle uscite del personale docente fatte dal Miur, e depositate qualche giorno fa in commissione Cultura della Camera. Che evidenziano come nel triennio 2016-2018 verranno collocati in quiescienza, tra posti comuni e sostegno, 79.698 insegnanti (76.966 docenti su posto comune e 2.732 relativi al sostegno).

Le uscite stimate
Secondo la documentazione fornita dal ministero, al 1° settembre 2016 lasceranno il servizio 25.630 insegnanti, di cui, la fetta maggiore, alla scuola primaria (10.770 pensionamenti). Al 1° settembre 2017 andranno in pensione 23.791 prof, anche qui in quota prevalente maestri (11.229). Al 1° settembre 2018 usciranno dalle classi 30.277 insegnanti (11.837 della primaria). Complessivamente, nel triennio 2016-2018, lasceranno il lavoro oltre 32mila maestri, 18mila professori delle superiori, 15mila delle medie. All’infanzia in quiescienza quasi 14mila insegnanti. In media, quindi, si registreranno 25mila uscite annue, numeri più elevati dopo la caduta del 2014 (meno di 15mila pensionamenti) e del 2015 (19mila prof in pensione).

I picchi del 2007 e 2009
Tranne i picchi del 2007 e 2009 quando uscirono, rispettivamente, 54.832 prof e 41.962 insegnanti, per timore di giri di vite sulle normative prospettate dagli allori ministri del Lavoro, Cesare Damiano (governo Prodi) e Maurizio Sacconi (governo Berlusconi), i dati dei pensionamenti nella scuola sono più o meno sempre oscillati tra le 25-30mila unità annue. La legge Fornero, del 2012, quindi, non sembrerebbe aver inciso più di tanto nel comparto se non negli anni immediatamente successivi; anche perchè, spiegano dai piani alti del Miur, l’età in ingresso nella scuola progressivamente sta avanzando.

Le stime dei pensionamenti dei prof 2016-2018 sono però inferiori al turn-over conteggiato dallo stesso Miur tra concorsone e immissioni in ruolo da Gae (nel rispetto al criterio, 50-50) da effettuare nel medesimo periodo. Come si saprà, il concorsone è da 63.712 posti e il ministero dell’Istruzione ha sempre dichiarato di voler assumere, anche, circa 30mila docenti dalle Gae, per un totale, complessivo, di oltre 90mila posizioni nei tre anni. Un numero, però, più elevato dei pensionamenti stimati.


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