Personale della scuola

Affondo dell’Anac sugli appalti di pulizia: troppe deroghe, ora si rispetti la legge

di Cl. T.

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L’affidamento dei servizi di pulizia e mantenimento della funzionalità degli immobili nelle scuole senza indire nuove gare, ma attraverso un «ricorso sistematico alle proroghe», supportato anche da disposizioni normative, rischia di avere «effetti distorsivi» sia sul piano della concorrenza che su quello della spending review. Lo afferma l’Autorità nazionale anticorruzione, che in una segnalazione inviata al Parlamento, indica «la necessità di un intervento urgente» per ricondurre la gestione dei servizi «nell’alveo delle ordinarie procedure di affidamento» previste dal Codice appalti. Le situazioni più urgenti, secondo quanto risulta sull’atto, riguardano Campania e Sicilia. Ma la portata del problema è più vasto e necessita una modifica della normativa per evitare il ripetersi in futuro di situazioni analoghe.

Il nodo delle deroghe alle convenzioni
Il problema, spiega il documento, è legato anche alle deroghe dei termini delle convenzioni già stipulate scattate a seguito di una serie di interventi normativi che hanno via via spostato la scadenza fino al 31 luglio 2016 per tutte le regioni in cui non è ancora attiva la convenzione-quadro Consip. C’è stata quindi «una stratificazione di numerosi provvedimenti» per lo più con l’obiettivo di tutelare i posti di lavoro. Un obiettivo, spiega però l’Anac, che va sì tutelato, ma mediante i criteri previsti dal bando di gara.

L’effetto distorsivo sul mercato
L’Anticorruzione sottolinea l’opportunità di «avviare una riflessione sulla coerenza dell’assetto normativo» e segnala i «molteplici effetti negativi che tali sistemi derogatori producono». Il primo è un effetto distorsivo sul mercato dei contratti pubblici, rischio che cresce con la rilevanza economica del contratto stesso, con il dilatarsi temporale delle proroghe e con «l’ampia estensione territoriale del fenomeno». E una conferma di tale anomalia è il provvedimento dell’Antitrust che nel dicembre scorso ha accertato l’esistenza di un “cartello” che ha condizionato l’esito della gara europea bandita da Consip nel 2012. L’altro aspetto riguarda l’economicità, che vincola le stazioni appaltanti a «un uso accorto delle proprie risorse», per il «conseguimento di una efficace spending review» e contenendo i costi per la collettività. È evidente, invece, che le proroghe normative fanno sì che i costi dei servizi siano «non necessariamente in linea con le migliori condizioni economiche che il mercato può offrire». Infatti, dove non è attiva la convenzione Consip con i relativi prezzi di riferimento, l’indicatore è dato dal prezzo medio di aggiudicazione per ciascuna area omogenea, senza un confronto concorrenziale tra le imprese.


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