Famiglie e studenti

Cyberbullismo, #OFF4aDAY sbarca al salone dello studente di Milano

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Il bullismo e la sua veste informatica - il cyberbullismo - sono ormai fenomeni conosciuti. A Milano, all’Auditorium Testori di Palazzo Lombardia, i massimi esperti nazionali si sono riuniti per discutere sul tema «Educare al rispetto e rispettare gli altri. Cyberbullismo: come affrontarlo. La sinergia tra pubblico e privato al servizio dell'educazione». Un convegno, questo, organizzato lo scorso 14 aprile da Campus Orienta e Samsung, in collaborazione con il ministero dell’Istruzione, la Regione Lombardia e con il patrocinio del Safer internet Centre Italia in occasione del salone dello studente di Milano.

Secondo l'ultimo rapporto Istat sul bullismo, pubblicato a dicembre 2015, poco più del 50% dei ragazzi tra gli 11 e i 17 anni ha subito qualche episodio offensivo, non rispettoso o violento da parte di altri ragazzi o ragazze nei 12 mesi precedenti. Il 19,8% è stato «vittima assidua» di azioni di bullismo, subendole cioè più volte al mese, e per il 9,1% gli atti di prepotenza si sono ripetuti con cadenza settimanale. Principali vittime, le ragazze (oltre il 55% contro il 49,9%) e con il Nord a registrare un numero maggiore di vittime, pari a più del 57 per cento. A Milano studenti, docenti e famiglie hanno partecipato al dibattito durante il quale è stato anche ricordato il progetto #OFF4aDAY, realizzato da Samsung in collaborazione con Moige e Polizia di Stato e che ha visto l’attivazione del primo servizio di supporto per le vittime di cyberbullismo, che può essere contattato telefonicamente al numero 393-3009090 o tramite l’email help@off4aday.it. Il progetto ha previsto inoltre una serie di attività di sensibilizzazione nelle scuole anche con l’uso di appositi kit. Finora le scuole coinvolte sono state oltre 2mila.

«La nostra campagna di sensibilizzazione nelle scuole così come il servizio di supporto partito lo scorso 19 ottobre sta andando molto bene», avverte Anastasia Buda, Corporate Citizenship Manager di Samsung Electronics Italia . «Dal punto di vista creativo, visto il target di giovanissimi, abbiamo colpito nel segno - spiega - usando la chiave giusta e coinvolgendo opinion leader, youtuber e usando la nostra forza di comunicazione. Lo stesso per il servizio di supporto che prevede il ricorso a tutti i possibili strumenti informatici oggi utilizzati dai giovani: dal semplice sms al whatsapp in modo da rendere più semplice per loro chiedere aiuto, cosa sempre non agevole per chi a questa età spesso in circostanze delicate può provare vergogna e si sente insicuro». Buda ricorda che finora sono arrivate oltre 1700 segnalazioni anonime su cui hanno lavorato gli psicologi che gestiscono il servizio e che forniscono ai ragazzi i consigli giusti o li invitano nei casi più gravi a denunciare gli abusi alla polizia e rivolgersi alle Asl. «I ragazzi vengono supportati dalla prima segnalazione e poi seguiti per tutto il tempo di cui c’è bisogno», aggiunge la manager di Samsung. Che dopo diversi incontri con i ragazzi e anche con i loro genitori si è convinta che la cosa più utile «è non demonizzare le tecnologie, ma insegnare a usarle bene, molti a esempio non sanno come gestire la propria privacy nei social network e poi a volte basta educare i ragazzi al buon senso magari convincendoli a non inviare una foto particolare a un amico oppure a non dare agli altri le password di accesso ai propri profili».


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