Famiglie e studenti

Gite scolastiche, il Miur ribadisce: nessuna responsabilità aggiuntiva per i prof

di Eugenio Bruno

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La querelle sulle gite scolastiche e il relativo ruolo dei docenti si arricchisce di una nuova puntata. Che il Miur spera essere definitiva. Proprio il ministero dell’Istruzione ha emanato ieri una circolare che mette nero su bianco le risposte già fornite attraverso le Faq pubblicate sul proprio sito internet . Andando così incontro alle richieste dei sindacati che avevano considerato insufficienti i chiarimenti forniti attraverso uno strumento irrituale. Tra le precisazioni messe nero su bianco da viale Trastevere spicca la sottolineatura che dal vademecum realizzato con la Polizia stradale e pubblicato a febbraio non deriva alcun obbligo né responsabilità aggiuntiva per i docenti che accompagnano i ragazzi durante i viaggi d’istruzione.

Il ruolo dell’insegnante
Ripetendo quanto già dichiarato con le Faq, il Miur parte dal vademecum. Per sottolineare che non ha alcun valore «prescrittivo» ma che rappresenta un semplice «strumento di supporto nell’organizzazione dei viaggi e delle visite guidate». Senza per questo - prosegue la nota emanata ieri - sostituire la circolare circolare prot. n. 291 del 14.10.1992. Nel ricordare che dal 1° gennaio 2000 è stata introdotta l’autonomia scolastica il documento ribadisce che spetta agli organi collegiali «il compito di disciplinare nel dettaglio ciascuna visita d’istruzione, scambio, o altra attività didattica che comporti un’uscita dalla scuola». Qualche riga dopo arriva la precisazione che stava più a cuore ai sindacati: il vademecum «non attribuisce in alcun modo ai docenti o ai dirigenti scolastici nuovi compiti e conseguenti responsabilità oltre quelle contemplate dal codice civile o dal C.C.N.L.».

La responsabilità del conducente
Il Miur ricorda che, per tutta la durata del viaggio, deve mantenere «un comportamento che non esponga a rischi le persone trasportate». Fermo restando che la responsabilità per la condotta di guida è solo sua e che la verifica sulla sua idoneità al servizio spetta invece alla società di trasporto. In una semplice dimensione di collaborazione - recita la circolare - i prof sono invitati a segnalare alla Polizia eventuali comportamenti a rischio degli autisti: parlare al cellulare, ascoltare musica con le cuffiette, bere o mangiare alla guida). Senza che questo configuri «qualsivoglia obbligo di sorveglianza della condotta del conducente e connesse responsabilità da parte de docente accompagnatore». Docenti che non avranno sobbarcarsi alcun accertamento sullo stato dei mezzi di trasporto. Nel ribadire che non è obbligatorio né comunicare la partenza né richiedere l’intervento preventivo la circolare spiega che la singola istituzione scolastica potrà contattare la Polizia stradale prima la mattina, prima della partenza, qualora sorgano dubbi sui requisiti del mezzo o del conducente. Come? Telefonando al 112.


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