Famiglie e studenti

Sabato 13mila studenti-coristi a Napoli per «Lapiazzaincantata»

di Maria Piera Ceci

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Da opere di Verdi a quelle di Händel. Da Michelle dei Beatles, a canzoni della tradizione napoletana come I' te vurria vasà. Tredicimila coristi si sono dati appuntamento sabato prossimo, 9 aprile, in piazza Plebiscito a Napoli, per cantare insieme nove brani. Una sorta di massive flashmob all’insegna della musica. 365 i cori in arrivo da 17 regioni e 63 province, cori formatisi all’interno di scuole di ogni ordine e grado, dalla primaria alla secondaria superiore. Si tratta dell’iniziativa “Lapiazzaincantata”, promossa fra gli altri dal Miur e dagli enti locali. I coristi nei mesi scorsi hanno seguito 40 videolezioni, hanno scaricato gli spartiti e si sono esercitati sugli stessi brani in vista dell’avvenimento di sabato a Napoli, quando piazza Plebiscito si trasformerà in un grande palco con migliaia di voci a formare un unico coro polifonico. A dirigere il coro de “Lapiazzaincantata” e l’orchestra del conservatorio di San Pietro a Majella saranno i maestri Sergio Siminovich e Ciro Caravano.

La presentazione del ministro Giannini
«Il mondo della scuola e i nostri studenti hanno bisogno di luoghi e di occasioni come lapiazzaincantata, un’agorà di arte, di espressione e di incontro che mette in piazza il talento dei nostri ragazzi e porta fuori dalle classi la loro esperienza, il loro sapere», spiega il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini che sabato sarà a Napoli. «Per questo, nella Buona Scuola abbiamo puntato molto sul potenziamento delle competenze nella pratica e nella cultura musicale, concependo più in generale l’educazione alle arti come leva per abituare alla bellezza e alla buona cittadinanza. E per questo, abbiamo voluto dare un segnale agli studenti dei conservatori, con un contributo di 1.000 euro per l’acquisto di uno strumento musicale. La«Piazzaincantata» e l’abbraccio di piazza del Plebiscito rappresentano un acuto in sintonia con la nostra idea di scuola».

Cultura musicale nelle scuole
«L’idea di base è quella di diffondere la cultura musicale nelle scuole, ma non soltanto come cultura della musica ascoltata, ma anche della musica cantata», racconta Renato Parascandolo, ideatore e curatore dell’iniziativa. «Siamo nell’era dell’interattività che però deve essere importata dalla rete anche nella scuola. Non si può pensare più ad un ascolto passivo, né della lezione né di un brano musicale. Quindi “Lapiazzaincantata» è un modo per promuovere, fare la pubblicità ad un modo diverso di intendere la cultura musicale. E’ anche un modo per valorizzare due archetipi fondamentali della nostra civiltà mediterranea. Il primo archetipo è la piazza, piazza Plebiscito, che è il luogo topico della nostra cultura. E’ stata infatti la piazza dell’incontro politico e sociale, del confronto e della discussione. E poi c’è l’archetipo del coro. In un’epoca in cui prevale un individualismo esasperato, anche nel campo della musica (con i talent show e i festival dove si premia la performance individuale), qui si premia la performance collegiale, collettiva. Qui c’è l’armonia, non la competizione. Due presupposti valoriali che hanno dato vita a questa folle idea».
Una bella iniziativa quella di Napoli, che va nella direzione della valorizzazione dello studio della musica e del canto a scuola, campo in cui c’è ancora molto da fare, con i licei musicali di recente nascita in difficoltà e in numero insufficiente. «In effetti questa iniziativa, non a caso sostenuta dal Comitato nazionale per l’apprendimento pratico della musica presieduto dall’ex ministro dell’Istruzione Luigi Berlinguer, vuole anche dimostrare che è in atto nella scuola italiana un movimento che preme perchè ci sia un riconoscimento ufficiale della obbligatorietà dell’insegnamento della musica sin dalla primaria. I licei musicali hanno suscitato un forte interesse. La musica dovrebbe essere considerata a pari dell’italiano, della storia, di tutte le altre materie, così come l’arte. La musica a scuola non dovrebbe essere soltanto qualcosa su cui specializzarsi ad un certo punto del proprio corso scolastico, ma dovrebbe essere insegnata dai primi anni».


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