Famiglie e studenti

La Cassazione ribadisce: gli istituti insicuri vanno chiusi

di Cl. T.

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Le scuole che non offrono un adeguato livello di sicurezza per l’incolumità degli allievi e del personale che ci lavora devono essere chiuse su iniziativa degli insegnanti che hanno accettato di ricoprire il ruolo di responsabili della sicurezza e prevenzione e che agiscono su delega del preside e non possono rimanere inerti di fronte a criticità foriere di pericoli. A loro spetta anche il compito, preliminare, di fare una ricognizione dello stato della struttura e dei rischi, ispezionando ogni locale dell’edificio, compresi i solai e i locali “tecnici”.

La sentenza della Cassazione
Lo sottolinea la Cassazione nelle motivazioni di conferma delle sei condanne per il crollo del liceo Darwin di Rivoli (Torino) nel quale il 22 novembre 2008 perse la vita lo studente diciassettenne Vito Scafidi. Altri sedici ragazzi rimasero feriti, tra loro Andrea Macrì è rimasto paralizzato e costretto sulla sedia a rotelle. Nella sentenza 12.223 la Suprema Corte ha condannato i tre insegnanti responsabili della sicurezza al Darwin, e tre dirigenti della Provincia di Torino del settore scolastico.

Il ruolo dei prof
Agli insegnanti del Darwin che avevano accettato l’incarico di responsabili della sicurezza e che hanno sostenuto di non avere le competenze tecniche necessarie per svolgere quel compito, la Cassazione ha replicato che chi non dispone di un adeguato bagaglio tecnico ha tre strade da percorrere: darsi da fare per acquisirlo, utilizzare le conoscenze di chi ne dispone, o «segnalare al datore di lavoro la propria incapacità». In nessun caso chi riveste questa delicata posizione di garanzia «può addurre la propria ignoranza per escludere la responsabilità dell'evento dannoso». Gli insegnanti imputati non avevano ispezionato il vano tecnico di circa mille metri quadrati e del peso di circa otto tonnellate, oltre a quello del materiale e dei servizi presenti presenti, che era una sorta di «bomba a orologeria» sulla testa degli studenti.


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