Famiglie e studenti

La direzione è giusta ma serve un’accelerazione

di Eugenio Bruno

Il via libera al decreto per la ripartizione dei fondi ai prof meritevoli è di per sé una buona notizia. Perché di fatto rende l’istruzione italiana un po’ più europea al punto che anche la Commissione Ue ha definito la novità contenuta nella legge 107 del luglio scorso «un’importante innovazione». Ma lo è ancora di più se si pensa che questa “prima volta” per la nostra scuola ne racchiude in realtà tre diverse.
La prima riguarda il debutto, nel sistema retributivo degli insegnanti, di un elemento meritocratico che si affianca alla semplice progressione di anzianità. Un meccanismo che finora ha consentito ai prof di dover aspettare il 35esimo anno di servizio per raggiungere il livello più elevato dello stipendio. Con buona pace di qualsiasi parametro qualitativo sul lavoro effettivamente in classe. C’è poi un’altra novità più politica che merita di essere segnalata. Ed è la scelta di sottrarre alla trattativa negoziale con i sindacati l’attribuzione di un compenso accessorio. In controtendenza con una prassi che - come confermato da un recente rapporto dell’Aran citato da Gabriele Fava su questo giornale - ha portato al paradosso che il 31% delle materie trattate nei contratti integrativi della scuola in realtà non poteva essere oggetto di contrattazione.Senza dimenticare la terza “prima volta”: sarà il preside a decidere, sulla base dei criteri scelti dai comitati di valutazione, quanti e quali insegnanti premiare. Venendo a sua volta valutato per le scelte adottate.

L’auspicio finale è che il percorso di attuazione superi gli indugi dei mesi scorsi, in gran parte dovuti alla “melina” sindacale, e consenta di arrivare all’erogazione dei compensi accessori prima della fine dell’anno scolastico ormai agli sgoccioli. Rimandarla a settembre vorrebbe dire rischiare di fare raccogliere i frutti a uno o più professori diversi da quelli che hanno gettato i semi visto il tourbillon di cattedre che continua a interessare anche a settembre le scuole italiane.


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