Famiglie e studenti

«Certamen Lucretianum», il latino è ancora attuale, concorso internazionale al via

di Carmine Fotina

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Dibattiti, convegni, blog dedicati, perfino interrogazioni parlamentari: la riflessione sull’insegnamento delle lingue classiche è un fiume carsico che costantemente riemerge. Una risposta netta sull’utilità del latino, e sulla possibilità di attualizzarne il percorso didattico anche incrociandolo con le lingue straniere, è nella consuetudine sempre viva del Certamen. Uno degli ultimi esempi arriva da Napoli, dove il liceo scientifico «Tito Lucrezio Caro» organizza un concorso internazionale. La XVI edizione del «Certamen Lucretianum» internazionale si svolgerà il 14 marzo presso la sede del liceo napoletano e vedrà la partecipazione di 100 studenti del triennio, tra interni al liceo ed esterni, con la media di 8/10 in latino conseguita allo scrutinio finale dell’anno precedente. Quest’anno, a contendersi il podio con gli studenti italiani, ci saranno ragazzi belgi, olandesi e inglesi che riceveranno ospitalità a Napoli, presso le famiglie degli alunni del liceo.

Internazionalizzare il latino
“Internazionalizzare” il latino è la sfida originale lanciata dal Certamen, la cui prova consisterà nella traduzione anche in italiano oppure inglese o francese per i partecipanti stranieri. Uno sguardo all’età classica senza perdere il contatto con la contemporaneità. L’omaggio alla scuola di filosofia epicurea di Posillipo, dove studiò il poeta latino Virgilio e, forse, lo stesso Lucrezio, punta ad aprire anche una finestra sull’interpetazione del nostro tempo. «La prova – spiega la professoressa Liana Nunziata, preside del liceo – tra le diverse abilità e competenze, richiede soprattutto una sensibilità che sappia coniugare la conoscenza del pensiero classico con la lettura dell’attualità».
Per il concorso sarà scelto un brano tratto dall’opera del poeta Lucrezio o concernente Lucrezio o l’epicureismo, con traduzione da corredare di commento linguistico, o storico, letterario, filosofico, estetico. Ad aprire i lavori sarà la lectio magistralis del latinista Paolo Fedeli, docente all’Università di Bari.
Ogni scuola potrà presentare massimo due partecipanti (domande via fax, 081649021, o via mail: paolo.cutolo@istruzione.it).


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