Famiglie e studenti

«L’Italia si allinea all’Europa, ma ora è fondamentale assistere le scuole»

di Giorgio Allulli

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L’avvio della valutazione esterna inserisce un’altra tessera nel mosaico del Servizio Nazionale di Valutazione della scuola disegnato dal Dpr 80. Si tratta di un tassello importante, in quanto tutti i migliori sistemi di valutazione si basano su due elementi: l’autovalutazione, che serve a far prendere consapevolezza a coloro che operano dentro la scuola dei punti di forza e degli aspetti critici, e la valutazione esterna, che fornisce il necessario riscontro, ad evitare che la prima, senza feedback esterno, costituisca un esercizio autoreferenziale od un adempimento burocratico.

Il confronto internazionale
Questo è il modello adottato in Inghilterra, dove l’Ofsted dal 1994 invia le sue ispezioni nelle scuole inglesi, ed in Olanda, dove l’Ispettorato effettua una breve visita ogni 4 anni alle scuole ritenute affidabili ed una visita più frequente ed approfondita alle scuole ritenute “a rischio”. Nel nostro Paese la valutazione esterna è stata preceduta da alcune sperimentazioni, tra cui si possono ricordare quella condotta in provincia di Trento nel 2004 dal locale Comitato di valutazione e le successive sperimentazioni nazionali, come V&M, VSQ e Vales, che hanno permesso di mettere a punto il modello nazionale.

La carenza di risorse
In questo primo anno, per carenza di risorse umane e finanziarie, non saranno valutati gli 8-900 istituti previsti dalla direttiva ministeriale del 2014, ma solo 390 istituti; non sono molti, ma l’importante è partire, anche per collaudare metodologie e strumenti di osservazione. Opportuna è stata anche, nella fase di avvio di un’attività così delicata, la decisione di non utilizzare gli indicatori di rischio per scegliere le scuole da valutare; questa decisione permetterà a queste prime visite di svolgersi in un clima più sereno, sgombro dall’inevitabile ansia e dal sospetto che avrebbe caratterizzato le visite a scuole che si sarebbero sentite sotto particolare osservazione per le loro prestazioni insoddisfacenti. In futuro, una volta consolidata la metodologia di indagine e ulteriormente chiarito lo scopo di supporto, e non punitivo, delle visite, sarà però necessario investigare le situazioni maggiormente problematiche, seguendo i criteri indicati dalla direttiva.

Il miglioramento della scuola
Il punto di forza di tutto il sistema di valutazione disegnato dal DPR 80 è il suo collegamento con il miglioramento della scuola. La finalità del sistema di valutazione non è distribuire premi e punizioni, ma aiutare le scuole a migliorare la loro offerta formativa, a partire dalla formulazione di piani credibili e basati sulle loro effettive necessità. Questo è dunque l’obiettivo della visita dei Nuclei di valutazione esterna, che al termine dell’osservazione devono aiutare le scuole ad individuare quegli aspetti critici che non sono riuscite a mettere bene a fuoco ed a mettere a punto un progetto di miglioramento credibile. Un’efficace realizzazione di questa attività pertanto servirà anche a stemperare la tensione che si è registrata finora riguardo all’attività dell’Invalsi ed al sistema di valutazione nazionale.

I nodi da sciogliere
Non vanno sottaciuti però anche gli aspetti problematici dell’operazione che sta prendendo avvio:
•la carenza di risorse adeguate: per svolgere questa impegnativa attività il Miur può contare su poche centinaia di ispettori ed altri esperti reclutati ad hoc, mentre, ad esempio, l’Ofsted può contare su uno staff interno di 1.500 dipendenti, ai quali si aggiungono altri 1.500 ispettori contrattualizzati;
•la coincidenza di questa attività con la situazione di turbolenza che si registra in molte scuole a seguito della attuazione della legge 107, in particolare per quanto riguarda la valutazione del personale docente;
•la quantità di adempimenti che si stanno rovesciando in quest’anno scolastico sui capi d’Istituto e sui loro collaboratori, adempimenti che potrebbero distogliere l’attenzione dalle attività previste dal Servizio Nazionale di Valutazione.
Infine occorre ricordare che per assicurare efficacia a tutto questo processo sarebbe necessario realizzare, dopo la visita ispettiva, un affiancamento continuo delle scuole. Purtroppo in Italia, a differenza di quanto avviene in Francia e nel Regno Unito, non disponiamo di un consistente corpo di Ispettori tecnici che operino sul territorio per assistere le scuole ed aiutarle ad innovare e migliorare. È una mancanza molto grave, a cui bisognerà porre rimedio per non lasciare le scuole sole con le loro problematiche.


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