Famiglie e studenti

Per l’economista Mauro Pisu è cruciale la valutazione dei prof

di G. Lic.

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«L’Italia è tra i Paesi che hanno fatto più progressi nell’attuazione delle riforme strutturali. Il Governo Renzi ha un programma di riforme ambizioso e sono stati compiuti passi avanti nell’attuazione. Questo va a credito del Governo e del Parlamento». Mauro Pisu, il capo del Desk Italia all’Ocse, vede in positivo l’esito per la Penisola del rapporto Obiettivo Crescita, diffuso oggi dall’Organizzazione. «Il Jobs Act va bene. Quello che, però, resta da fare è rendere realmente operativa l’Agenzia per le Politiche Attive del Lavoro. E’ il tassello mancante per l’implementazione totale del Jobs Act», nota Pisu in un colloquio con Radiocor Plus. L’Agenzia è «un elemento fondamentale», soprattutto per fare fronte al problema della disoccupazione di lungo termine che in Italia è particolarmente grave. Il Jobs Act, inoltre, potrebbe contribuire a ridurre il mismatch tra le competenze del lavoratore e le mansioni che svolge, di cui l’Italia è “maglia nera” nell’Ocse. La dualità del mercato del lavoro, per anni da un lato super-rigido e dall’altro super-flessibile per i vari co.co.co e precari (spesso giovani) ha «impedito un’allocazione efficiente delle risorse umane»., sottolinea l’economista. In primo piano restano poi la disoccupazione giovanile e la scuola, l’una legata all’altra. «La società italiana offre poco ai giovani, dall’istruzione alle opportunità del mercato del lavoro», osserva Pisu. La scuola è stata «penalizzata per anni, non è stata considerata una priorità, sono state ridotte le risorse. La qualità dell’istruzione di base ne ha risentito e i risultati si vedono anche nel mercato del lavoro». Adesso «ci accorgiamo dei danni che questa situazione ha provocato». Per l’economista, «una soluzione duratura del problema della disoccupazione giovanile passa anche attraverso una riforma del sistema scolastico e universitario». La riforma della Buona Scuola appare «positiva, perché il Governo mette più risorse, finalmente sta assumendo più personale. Si va nella direzione di mettere la scuola al centro della politica». Tra i punti all’attenzione dell’Ocse c’e’, tra l’altro, il sistema di valutazione dei professori che non poche polemiche sta suscitando in Italia. Pisu è netto in proposito: «Il problema principale è pensare ai giovani e agli studenti. Punto. Bisogna lavorare per loro. I sistemi di valutazione dovranno essere monitorati e studiati bene, non dovranno penalizzare ovviamente i buoni insegnanti. Bisogna farli accuratamente e non è semplice. In molti Paesi ci sono difficoltà nell’introdurli, ma è un qualcosa che bisogna fare, perché l’istruzione è troppo importante per essere trascurata, come è stato fino ad ora».


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