ITS e imprese

Scuole, Its, università, Assolombarda apripista sull’alternanza

di Filomena Greco e Gianni Trovati

Sono 5.500 gli studenti degli Istituti tecnici superiori, in 303 corsi gestiti da 87 fondazioni: il tasso di occupazione a un anno dal titolo sale ancora, al 79,9%. L’ultimo censimento sullo sviluppo degli Its è stato fornito ieri dal sottosegretario all’Istruzione Gabriele Toccafondi, nel corso del convegno su «Sapere e fare» in cui Assolombarda ha rilanciato i progetti di imprese e scuole sull’alternanza scuola-lavoro. Si tratti di tre livelli: le scuole superiori, per rendere effettivo l’obbligo previsto dalla «Buona scuola» (in Lombardia già nel 2014/2015, l’alternanza ha coinvolto 71mila studenti), gli Its, per i quali Assolombarda ha diffuso una guida per lo start up delle fondazioni, e l’università, con il primo corso di laurea «duale» in informatica attivato dalla Statale di Milano, con stage al secondo anno e contratto di apprendistato al terzo. L’obiettivo è allontanare il rischio di una «generazione perduta», evocato dal presidente di Assolombarda Gianfelice Rocca con quattro numeri: in Lombardia ci sono 146mila Neet (che non studiano né lavorano) fra i 910mila giovani 15-24 anni, in Baviera i Neet sono 54mila su 1,4 milioni.

L’alternanza in Piemonte
In Piemonte, invece, saranno 34mila gli studenti interessati dai percorsi dalla «Buona Scuola» nel primo anno di applicazione. Centomila a regime, 45mila nel Torinese. L’esperienza non parte da zero come sottolinea il presidente degli industriali di Torino Licia Mattioli . All’attivo ci sono numerose esperienze e tre reti costruite in questi anni: quella della robotica, ad esempio, con all’attivo 16 istituti tecnici e anni di collaborazione tra imprese e scuola per arricchire i curricula in base alle esigenze delle imprese; la rete della Lean production, forte della collaborazione di 20 istituti, compresi i licei classici, per divulgare la cultura d’impresa e lavorare sulle soft skills, esperienza arricchita da un kit didattico laboratoriale; la rete costruita con gli istituti alberghieri. «La sfida – aggiunge Mattioli – è costruire un futuro in cui il tema della formazione e dell’alternanza nelle aziende resti centrale». Una sfida, appunto, che obbliga a creare ponti tra le imprese e il mondo del lavoro nell’arco di pochi mesi e senza alcun incentivo, per esempio fiscale.


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