Famiglie e studenti

L’alternanza scuola lavoro all’università, nel Lazio si parte dalla Sapienza

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Gli studenti delle scuole del Lazio potranno testare il lavoro nelle aule e nei laboratori del più grande ateneo di Roma. La Sapienza sarà infatti la prima università del Lazio a offrire ai ragazzi delle superiori la possibilità di effettuare il percorso di alternanza scuola-lavoro al proprio interno dopo la firma questo venerdì di un protocollo d’intesa con l’Ufficio scolastico regionale

L’ateneo romano mette a disposizione dei ragazzi la possibilità di sperimetare il lavoro in 80 ambiti diversi, che comprendono 24 dipartimenti, 11 facoltà, 15 biblioteche, il Polo museale, Theatron, MuSa, Radio Sapienza, Azienda ospedaliera S. Andrea, scuole di specializzazione, centri di ricerca interdipartimentali, aree e strutture dell'Amministrazione. Come detto un protocollo d'intesa per l'attuazione dei percorsi di alternanza scuola-lavoro, previsti dalla riforma della Buona scuola per fornire agli studenti, oltre alla formazione in aula, le competenze necessarie per l'inserimento nel mercato del lavoro, verrà siglato venerdì tra l'ateneo romano e l’Ufficio scolastico regionale nell’aula magna del rettorato nel corso della manifestazione «Fare rete: Scuola Università Lavoro». La Sapienza si propone dunque come ente ospitante, mettendo a disposizione degli studenti delle scuole superiori le proprie strutture per un’esperienza sul campo da svolgere nel corso degli ultimi tre anni di scuola. «In un Paese in cui la disoccupazione giovanile nel primo trimestre 2014 sale al 46%, raggiungendo il massimo storico dal 1977 (arrivando nel mezzogiorno a picchi del 60,9%), lo stesso Paese in cui ci sono oltre due milioni e duecentomila giovani che non sono né nel sistema scolastico né in cerca di lavoro, l’alternanza scuola-lavoro rappresenta una sfida di non poco conto e l’occasione concreta - sottolinea il rettore Eugenio Gaudio - per creare un contatto tra mondi che per lungo tempo si sono guardati con diffidenza e preoccupazione, oppure ignorati: il mondo della scuola e quello del lavoro».


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