Famiglie e studenti

Dal 2 all’8 maggio la terza edizione del Festival della cultura creativa

di Maria Cristina Tubaro


Si terrà dal 2 all’8 maggio 2016 la terza edizione del Festival della cultura creativa, l’iniziativa promossa dall’Abi e dalle banche che operano in Italia e dedicata ai giovani e ai giovanissimi di età compresa tra i sei e i tredici anni. Il Festival - che ha il patrocinio dell’Unesco, dell’Alto patronato della Repubblica e del Mibact e la media partnership della Rai - lo scorso anno ha riscosso un notevole successo e ha coinvolto 60 città e più di 15mila bambini e ragazzi.
Il festival nasce dalla consapevolezza che solo la capacità di comunicare e trasmettere il patrimonio culturale è garanzia di conservazione e, al tempo stesso, di trasmissione dell’identità e dei valori di cui la cultura di un Paese è portatrice. Ogni anno il festival sceglie strumenti, linguaggi e metodologie in grado di coinvolgere bambini e ragazzi, rendendoli protagonisti e permettendo loro di vivere, in prima persona, la cultura e l’arte.
Il nome dell’iniziativa fa riferimento a cultura e creatività, con l’intento esplicito di avvicinare le due dimensioni e, soprattutto, di far sì che i bambini percepiscano il mondo dell’arte e il mondo della cultura come dimensioni “a portata di mano”, nelle quali il loro contributo di immaginazione e, appunto, creatività, espresse anche nella forma del gioco, possono essere le chiavi di volta per un nuovo approccio di conservazione, esplorazione, conoscenza.
Con la formula del Festival, l’Abi coinvolge ogni anno le banche italiane, spesso molto diverse tra loro per struttura, dimensioni, estensione e radicamento sul territorio, dando a tutte appuntamento in una precisa settimana dell’anno, per una serie di eventi da svolgere contemporaneamente in diversi luoghi d’Italia, consentendo così al mondo bancario di svolgere il ruolo di catalizzatore di cultura e creatività per i propri territori.

Organizzazione e Comitato scientifico
L’organizzazione e l’ideazione del festival è affidata ad un Comitato scientifico che punta, soprattutto, ad organizzare un grande “contenitore” di eventi, qual è il festival, dove sia possibile la partecipazione di molti soggetti diversi (banche piccole e grandi, musei, biblioteche, ecc.), cercando di conciliare esigenze e specificità. Al tavolo di lavoro del comitato, guidato dall’Ufficio rapporti istituzionali del’Abi e dal curatore Giovanni Porcari, siedono un esperto di creatività applicata, Hubert Jauoi, la responsabile capo del Dipartimento educazione Castello di Rivoli Museo d’Arte contemporanea Anna Pironti, uno scrittore ed esperto di comunicazione, Aldo Tanchis. Insieme al comitato scientifico, un artista che, ogni anno, crea un’espressione visiva del tema scelto. L’artista individuato per il tema della prima edizione il “Museo immaginario” è stato Gek Tessaro e per la seconda edizione “L’alfabeto del mondo” Eva Montanari. Dalle due precedenti edizioni, sono nati anche due volumi dedicati ai bambini.

L’edizione 2016
Il tema prescelto per l’edizione 2016 è «Abitare Sottosopra – scoprire e sperimentare come si sta dentro l’arte, i luoghi e le cose». Il tema, lanciato nelle scorse settimane, sarà ora da stimolo per tutte le banche che vorranno aderire al progetto e che si attiveranno per realizzare diverse iniziative dedicate al tema dell’abitare, del vivere sulla terra. Il festival sarà per i ragazzi l’occasione per riflettere sulla condizione di stabilità legata al tema dell’abitare, sul legame con la propria città e il proprio quartiere, sul rapporto con la propria comunità, sulle relazioni che ogni giorno si intessono nei luoghi in cui si vive, ma anche nei luoghi in cui ci si trova solo di passaggio. Lo spazio viene sempre “abitato” e con lo spazio si entra in rapporto profondo, sia che lo si viva per poco tempo sia che si tratti dello spazio di una vita intera. Le idee, le persone, le relazioni che creano i luoghi saranno al centro di una serie di eventi che spazieranno dalle mostre all’attività laboratoriale, dalla musica al teatro e che vedranno coinvolte, insieme alle banche, le scuole, i musei, gli operatori culturali, insieme a migliaia di ragazzi.
Non si tratta, comunque, di un’iniziativa isolata: le banche italiane, in particolare negli ultimi anni, si stanno adoperando per valorizzare e riaffermare con forza il proprio impegno culturale, come testimoniano iniziative quali Invito a Palazzo – con l’apertura al pubblico dei palazzi storici delle banche italiane nel primo sabato di ottobre – o come testimonia la realizzazione del Muvir, il Museo virtuale per un’esposizione permanente al pubblico delle opere d’arte custodite nelle banche italiane. L’Abi, dunque, punta a sottolineare l’impegno delle banche per la cultura, che non è solo economico, ma mette in gioco la creatività, l’impegno, l’entusiasmo di tanti istituti di credito italiani, che vogliono affiancare le istituzioni culturali «nutrendo la cultura del fare in comune per il bene comune»
Il Festival si configura sempre di più come strumento di produzione culturale, in grado di creare sinergie sul territorio. Questa vocazione “produttiva” ha permesso al Festival di ottenere il 1° premio per la sezione Produzioni culturali d’impresa del Premio Cultura+Impresa 2014 promosso da The Round Table e Federculture e nella seconda edizione ha ottenuto anche la medaglia del Presidente della Repubblica quale premio di rappresentanza.


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