Famiglie e studenti

Le competenze degli studenti del futuro

di John De Jong

Quest’anno hanno aderito al programma PISA circa mezzo milione di studenti quindicenni di una settantina di Paesi di tutto il mondo. Il nome non c’entra con la città della torre pendente, l’acronimo sta per «Programme for International Student Assessment»programma per la valutazione internazionale dell’allievo, promosso dall’Ocse e nato perché i Paesi volevano valutare il livello del proprio sistema educativo per preparare le nuove generazioni a portare il loro contributo alla società. Ogni tre anni PISA valuta le competenze degli studenti nella lettura, nella matematica e nelle scienze e comunica ai Paesi aderenti se il loro livello educativo globale sta migliorando e se risponde o meno ai requisiti della società. I contenuti del test sono definiti da un gruppo di esperti che rappresentano i diversi Paesi e si confrontano per capire cosa servirà alle prossime generazioni per potersi realizzare nella vita.

PISA non è dunque un mero inventario di cosa viene insegnato nei Paesi che vi prendono parte, ma si prefigge piuttosto di capire cosa servirebbe, cosa andrebbe insegnato. Gli esperti definiscono il quadro del test di valutazione che viene poi valutato dai rappresentanti dei governi, del mondo del lavoro e dagli insegnanti e professori dell’istruzione terziaria per verificare che ci sia tutto quello che serve. Il test non valuta solo il livello di conoscenze, ma anche se gli studenti sono in grado di applicare le loro conoscenze ai compiti della vita vera che prevedono l’uso della lettura, della matematica e delle scienze.

A ogni ciclo il programma dedica particolare attenzione a una delle tre capacità o ambiti di competenza, poi il quadro viene aggiornato con gli ultimi approfondimenti in materia per essere sicuri che soddisfi i requisiti futuri. Il PISA 2015 è stato dedicato alle scienze e sono stati adottati nuovi approcci alla “literacy” scientifica.

La competenza scientifica è definita come la capacità di rapportarsi a questioni scientifiche e ai concetti di scienza da cittadino consapevole. Una persona scientificamente alfabetizzata pertanto è pronta a sostenere un ragionamento su scienza e tecnologia che richiede le competenze per spiegare scientificamente i fenomeni, valutare e definire la ricerca scientifica e interpretare i dati e le prove in modo scientifico, questo significa che il programma sonderà se gli studenti sono preparati a comprendere il mondo in cui vivono da un punto di vista scientifico, se per esempio sono capaci di verificare se il ragionamento contenuto in un articolo di giornale è fondato e anche se sono in grado di capire la relazione che intercorre tra le emissioni di CO2 e il cambiamento climatico globale.

All’interno del programma vengono definiti i livelli di competenza scientifica. Il livello minimo per partecipare e dare un contributo alla società è il livello 2. Al livello 2 gli studenti sono capaci di usare i contenuti, le conoscenze procedurali ed epistemiche per fornire spiegazioni, valutare ed elaborare le ricerche scientifiche e interpretare i dati nei contesti di vita reale che richiedono un basso livello di domanda cognitiva; sono in grado di stabilire alcune relazioni tra diversi fonti di dati in un numero ristretto di contesti e di descrivere semplici relazioni causali; possono distinguere tra alcune semplici questioni scientifiche e non scientifiche e fare la differenza tra variabili indipendenti e dipendenti in una data ricerca scientifica o in un semplice progetto sperimentale di loro ideazione; possono elaborare e descrivere dati semplici, individuare errori elementari e muovere osservazioni fondate sull’affidabilità delle affermazioni scientifiche. Gli studenti possono elaborare argomentazioni parziali per mettere in discussione e sviscerare i meriti di spiegazioni e interpretazioni di dati confliggenti e progetti sperimentali in alcuni contesti locali e globali.

Alcuni studenti hanno raggiunto un livello 6 di competenza scientifica. A quel livello gli studenti sono molto più preparati ad affrontare problemi e spiegazioni scientifiche, sono capaci di utilizzare contenuti e conoscenze procedurali ed epistemiche per fornire spiegazioni coerenti, valutare e strutturare ricerche scientifiche e interpretare i dati in tante, diverse situazioni complesse di vita reale che richiedono un alto livello di domanda cognitiva, sono in grado di stabilire collegamenti adeguati tra tante diverse fonti complesse di dati, in diversi contesti e fornire spiegazioni di relazioni causali a diversi livelli, sono capaci di distinguere in modo coerente questioni scientifiche e non scientifiche, spiegare gli obiettivi di una ricerca e verificare le variabili importanti di una data ricerca scientifica o di qualsiasi progetto sperimentale da loro ideato, convertire le rappresentazioni di dati, interpretare i dati complessi e dimostrare una capacità di esprimere i dovuti giudizi sull’affidabilità e l’esattezza di qualsiasi affermazione scientifica. Gli studenti che hanno raggiunto il livello 6 sono capaci di esprimere in modo coerente un pensiero e un ragionamento scientifici che richiedono l’uso di modelli e idee astratte e di applicare quei ragionamenti a situazioni insolite e complesse e sviluppare argomentazioni per criticare e valutare spiegazioni, modelli, interpretazioni di dati e progetti sperimentali in una serie di contesti personali, locali e globali.

Una grande innovazione di PISA 2015 è il passaggio dai test cartacei a quelli elaborati al computer. Nel caso delle scienze questo ha permesso di presentare problemi più realistici agli studenti poiché i test prevedono simulazioni di esperimenti e fanno vedere direttamente i risultati delle loro azioni.

Oltre agli ambiti cognitivi più tradizionali della lettura, della matematica e delle scienze, PISA esplora i nuovi ambiti importanti del XXI secolo. Il nuovo ambito scelto per PISA 2015 è il «problem solving collaborativo». Oggigiorno il lavoro di problem solving viene svolto quasi ovunque in squadra. Nell’ambito della ricerca sono sempre più numerose le pubblicazioni firmate da più autori. Un buon spirito collaborativo è cruciale per il successo di gruppi, famiglie, corporation, istituzioni pubbliche, organizzazioni e agenzie governative. Un elemento non collaborativo può avere conseguenze molto negative sul successo della squadra e un buon leader può esercitare un effetto catalizzatore positivo. Collaborazione qualificata e comunicazione sociale facilitano il rendimento sul luogo di lavoro come nella ricerca interdisciplinare tra scienziati. I sistemi educativi statali e nazionali attribuiscono sempre più importanza all’apprendimento basato sui progetti e sull’indagine, questo prevede che il percorso formativo ruoti intorno alla capacità di formulare pensiero critico, al problem solving, al self-management (la gestione delle emozioni) e alle abilità collaborative.

I test di questo mezzo milione di studenti sono attualmente in fase di elaborazione. I ricercatori studieranno il rapporto tra la variabile del background dello studente, i suoi interessi e i suoi risultati nel PISA. I risultati verranno pubblicati su un report che sarà divulgato a dicembre 2016. I Paesi che hanno aderito al programma sono impazienti di sapere come sono andati e se hanno conseguito risultati migliori del PISA 2012.

Ed è già in preparazione il PISA 2018 al quale hanno espresso la volontà di aderire più di 80 Paesi. L’ambito principe sarà la competenza della lettura che presenta sempre maggiori sfide nell’era elettronica. Nell’era della lettura su carta il lettore sapeva che i libri e gli articoli erano stati rivisti e controllati prima di essere pubblicati. Nell’era elettronica il lettore deve valutare e controllare tutto quello che legge su Internet, se è vero o se è solo una trappola per fargli spendere soldi o indurlo a credere in un’idea pericolosa.

L’altro ambito sperimentale del PISA 2018 sarà la conoscenza globale, un’altra abilità indispensabile nel XXI secolo.

Il programma valuterà se gli studenti sono abbastanza preparati a capire che il mondo in cui viviamo è globalmente interconnesso, che dovranno essere in grado di comunicare in modo efficace con i popoli di altre culture e capire e rispettare le filosofie diverse dalle loro.

Ai futuri datori di lavoro interessa soprattutto sapere come se la cavano gli studenti con le abilità necessarie per stare al passo con i tempi, come il problem solving collaborativo, il pensiero critico e la conoscenza globale. Nel sondare quelle abilità il programma PISA aiuta i sistemi educativi a capirne l’importanza e a trasmetterle alle nuove generazioni.

(Traduzione di Francesca Novajra)
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