Famiglie e studenti

Spetta all’ente locale (e non al consiglio di istituto) l’accorpamento delle classi in un unico edificio

di Andrea Alberto Moramarco

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La decisione di disporre l’accorpamento in un unico edificio scolastico di alcune classi ospitate in edifici differenti non può essere adottata dal consiglio di istituto della scuola, ma rientra nella competenza degli enti territoriali. Lo ha ricordato il Tar di Catanzaro nella sentenza 1643/2015 accogliendo il ricorso di alcuni genitori dei bambini che avrebbero dovuto trasferirsi nel nuovo edificio.

La vicenda
La questione sorge in seguito alla decisione del consiglio di un istituto comprensivo statale di “accorpare” nell’unico edificio della scuola primaria le due pluriclassi della scuola elementare e l’unica sezione della scuola dell’infanzia, con il conseguente trasferimento di quest’ultima sezione in un diverso edificio. L’accorpamento delle classi era stato disposto per far fronte alla carenza del personale tecnico-ausiliario, ma aveva trovato sin da subito l’opposizione dei genitori dei bambini dell’asilo, in quanto l’edificio che avrebbe dovuto accogliere i minori aveva una diversa tipologia costruttiva, ritenuta non idonea per una scuola di infanzia, e, inoltre, l’edificio da cui sarebbe dovuta trasferirsi la sezione era stato recentemente ristrutturato per ospitare funzionalmente la scuola d’infanzia.

Le motivazioni
L’aspetto dirimente della controversia viene individuato però nella competenza dell’organo ad emanare un provvedimento di tale portata. Per il Tar - come già anticipato in sede cautelare - sussiste nel caso specifico un difetto assoluto di attribuzione, ovvero una incompetenza assoluta del consiglio di istituto a disporre l’accorpamento delle classi. Tale potere, ai sensi dell’articolo 4 comma 2 del Dpr n. 233/1998 (recante norme per il dimensionamento ottimale delle istituzioni scolastiche) non spetta infatti a tale organo, bensì agli enti territoriali, cui è attribuita «ogni competenza in materia di soppressione, istituzione, trasferimento di sedi, plessi, unità delle istituzioni scolastiche».

Nel caso di specie - osservano i giudici - il trasferimento «ha riguardato non già classi o sezioni di una medesima struttura, bensì una sezione allocata sino a quel momento in una struttura organizzativa a sé stante», ragion per cui la decisione sottendeva «anche interessi di stretta pertinenza territoriale, dimodochè esulava dal potere del consiglio d’istituto adottare unilateralmente la stessa, spettando agli enti territoriali competenti per legge intervenire nel relativo procedimento organizzativo».


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