Famiglie e studenti

Il «warning» di Unioncamere: introvabili 76mila profili tecnici

di Maria Piera Ceci

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Malgrado una disoccupazione giovanile a due cifre, sono 76mila quest’anno i profili professionali ricercati dalle imprese dell’industria e dei servizi, ma ritenuti non facili da trovare. È quanto emerge dal rapporto annuale Excelsior di Unioncamere e ministero del Lavoro, presentato a Job&Orienta (il Salone nazionale sull'orientamento, scuola, formazione e lavoro, che si è chiuso sabato a Verona). Aumentano, seppur di poco, gli “introvabili” che passano dal 10 per cento dello scorso anno al 10,6% delle 721.730 assunzioni stagionali e non stagionali previste quest'anno dal sistema produttivo. C’è dunque una leggera crescita, a testimonianza di una timida ripresa del mercato del lavoro, anche se siamo ancora su valori lontani dai livelli precrisi del 2008, quando gli “introvabili” rappresentavano quasi il 30% delle assunzioni programmate dalle imprese.

Le figure professionali più richieste
Sono quelle legate alle nuove tecnologie. I più ricercati sono infatti i laureati in ingegneria, soprattutto in Lombardia. In particolare le imprese hanno bisogno di analisti di procedure informatiche (2.110 i ricercati, la metà dei quali introvabili), progettisti di impianti per l’automazione industriale (670 totali, 210 di difficile reperimento), tecnici specialisti di applicazioni informatiche (3.130, 540 dei quali ritenuti difficili da reperire). Non sono laureati in ingegneria, bensì in scienze economiche, ma comunque molto ricercati, i consulenti di gestione aziendale: 2.070 le assunzioni programmate, per 300 delle quali si segnalano difficoltà.

I diplomati che non si trovano
Per loro non è questione di numeri, ma di competenze. Il percorso formativo seguito non risulta infatti adeguato alle necessità del sistema produttivo, soprattutto per la scarsa esperienza che i ragazzi hanno maturato in azienda. Insomma la scuola non prepara a sufficienza per il mondo del lavoro. Troppo pochi gli stage, anche se da questo punto di vista la riforma della buona scuola rappresenta un buon passo avanti con l’introduzione di stage obbligatori per tutti i ragazzi dell’ultimo trienno delle superiori, licei compresi.
Anche fra i diplomati comunque si registrano difficoltà di reperimento di alcune figure professionali, in particolare si cercano ragazzi che abbiano seguito studi nell’indirizzo telecomunicazioni (20,4%, pari a 150 delle 760 unità programmate), nell’indirizzo informatico (19,1%, per 970 unità delle 5.060) e nell’indirizzo grafico-pubblicitario (18,8%, per 230 delle 1.230 assunzioni previste).
Imprese in difficoltà nel trovare, soprattutto in Lombardia, addetti alla riscossione crediti (750 su 1.450), installatori e montatori di macchinari e impianti industriali (440 dei quasi 2mila cercati dalle aziende), addetti agli stipendi e paghe (190 degli 870), tecnici elettronici, (220 dei 1.170), conduttori di macchine utensili industriali (560 su 4.240).
Cercansi anche giovani in uscita dalla formazione professionale, in particolare che abbiano studiato nell’indirizzo tessile, abbigliamento e moda, arrivando a quasi un’assunzione su tre impossibile da attuare, mentre si attestano intorno ad una su sei nel caso dell'indirizzo legno-mobile-arredo e di quello elettrotecnico.

Il giudizio di Unioncamere
Nelle scorse rilevazioni, fra le professioni “introvabili” risultavano anche cuochi e pasticceri. «L’opinione pubblica ha spinto tanto perché i ragazzi scegliessero l’alberghiero e ormai il mercato sta saturandosi. Il programma televisivo di grande successo Masterchef in questo senso ha fatto bene, ma ora ci vorrebbe unMarsterchef anche per indirizzare i ragazzi verso i diplomi tecnici e professionali. Solo così queste difficoltà di reperimento di cui parlano le imprese potrebbero diminuire», spiega Domenico Mauriello, di Unioncamere.


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