Famiglie e studenti

Le imprese chiedono incentivi e più spazio alla maturità per la formazione on the job

di Eu. B.

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Le imprese sono pronte ad aprire le porte agli studenti, ma chiedono al governo un aiuto concreto. Come accade in Germania, per esempio, dove sono previsti incentivi ad hoc e sgravi fiscali. Le aziende premono, poi, per non avere nuovi oneri: in questo senso, la formazione sulla sicurezza dovrebbe essere inserita nei programmi di studio, e insistono anche per riconoscere all’alternanza un “peso” all’interno della seconda prova dell’esame di maturità. Sono alcune delle 10 proposte che Confindustria ha messo nero su bianco nel suo vademecum sull’alternanza scuola-lavoro.

Gli incentivi alle imprese
In cima alle richieste delle imprese emerse anche durante la kermesse veronese spicca quella di riconoscere incentivi e sgravi fiscali alle aziende che ospitano studenti in alternanza scuola-lavoro. Al tempo stesso Confindustria propone di attribuire alle organizzazioni di categoria il ruolo di regia locale organizzativa per il coordinamento, la co-progettazione e la pianificazione dei percorsi di alternanza prevedendo contestualmente una sufficiente copertura finanziaria. E sempre in tema di risorse finanziarie va segnalata la proposta i retribuire la prestazione del medico con i fondi dello Stato e delle Regioni sul modello di quanto previsto dalla normativa sugli stage rispetto alla posizione Inail.

Più spazio all’esame di maturità
Nell’ottica di prestare attenzione non solo alla fase di orientamento e di preparazione o progettazione del percorso di alternanza, ma anche alla sua realizzazione e alla restituzione dei risultati il vademecum di Confindustria propone di dare più significato all’esperienza svolta in azienda, curando la motivazione degli studenti e responsabilizzando il tutor/referente della scuola.Collegata a questa è l’idea di avviare una sperimentazione per individuare quali possano essere – a legislazione vigente – le tipologie di prova più adatte alla valutazione delle esperienze di alternanza scuola-lavoro in sede di esame di Stato. In quest’ottica - chiedono le imprese - si potrebbe, da un lato, articolare la seconda prova dell’esame di maturità sulla base di una tematica generale definita a livello centrale lasciando alle singole scuole la redazione di dettaglio. Dall’altro, consentire ai consigli di classe di attribuire fino a 20 punti in più allo studente che ha svolto un periodo di formazione on the job.

Uno status ad hoc
Le aziende chiedono infine che venga definito uno status dello studente in alternanza scuola-lavoro che lo distingua dal lavoratore. Senza dimenticare le proposte di inserire la formazione sulla sicurezza nei programmi scolastici di tutte le scuole secondarie superiori e quello di inquadrare i progetti di alternanza scuola-lavoro nell’ambito della responsabilità sociale d’impresa, con un occhio di riguardo per le Pmi.


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