Famiglie e studenti

Il latino si aggiorna e diventa uno strumento di formazione (anche) digitale

di Alessia Tripodi

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Al museo Maxxi di Roma l'iniziativa del Cortile dei Gentili. Il cardinal Gianfranco Ravasi, Ivano Dionigi e Giulio Giorello protagonisti di «Digito ergo sum», incontro-dibattito con i liceali romani.

Il latino non è una lingua morta e conserva la sua validità come strumento di formazione e comunicazione anche nella società contemporanea, attraversata dalle tecnologie digitali. Così il cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio consiglio della cultura, e i professori Ivano Dionigi, presidente della «Pontificia academia latinitatis», e Giulio giorello, filosofo della scienza, hanno "difeso" l’antica lingua di fronte a una nutrita platea di liceali romani nel corso di «Digito Ergo Sum», l’evento organizzato ieri al museo Maxxi di Roma dal Cortile dei Gentili - la Fondazione presieduta da Giuliano Amato che promuove il dialogo tra credenti e non credenti - con il sostegno del Miur.

Lingua antica e moderna
Latino perchè? Latino per chi? Latino per cosa? Queste alcune delle domande alle quali hanno risposto i tre protagonisti dell’evento, che rientra nel programma del «Cortile degli studenti», avviato negli ultimi anni con l’obiettivo di approfondire temi di particolare interesse per i giovani. Così come le altre tappe del programma, «Digito ergo sum» non è un convegno tradizionale - con specialisti impegnati in lunghe relazioni di fronte ad ascoltatori in passivo ascolto - ma punta a coinvolgere docenti e studenti degli indirizzi di scuola superiore che mantengono lo studio del latino all’interno del loro percorso, per farli diventare protagonisti di un «botta e risposta» con gli esperti.
«Chi non conosce il proprio passato non riesce a vivere il presente in modo vero ed efficace» ha detto il cardinal Ravasi, ricordando le parole di Antonio Gramsci - «Si impara il latino e il greco per conoscere direttamente la civiltà dei due popoli, presupposto necessario della civiltà moderan, cioè per essere sé stessi e conoscere sé stessi consapevolmente» - e sottolineando che «ha senso mettere insieme la lingua antica e i social network, come suggerisce il titolo dell’evento "Digito ergo sum"».
E dal canto suo il professor Dionigi ha ricordato che «il latino è una lingua che non muore mai, come dimostra la sua adozione nel lessico economico (deficit), quotidiano (bus, da omnibus), informatico (computer, da computare)» e perchè «si annida nella nostra mail, visto che la chiocciolina @ altro non è che l’ad latino che indica la posta indirizzata al server». Tanto che «il latino non è solo un repertorio di espressioni linguistiche, bensì una gamma di strumenti per pensare la modernità» ha detto il filosofo Giorello, ricordando che «qualcuno scherzando disse una volta che per maggior chiarezza sarebbe stato meglio programma i computer in latino; e perchè no?».
Per conoscere le attività e il programma degli eventi cliccare su www.cortiledeigentili.com/


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