Famiglie e studenti

Un giovane su due pronto a corsi Its

di S.U.

Pronti via. Francesco Facchinetti, sì proprio lui , il dj conduttore televisivo, scende in platea allo Strehler, e ai ragazzi telefonino alla mano spiega a quale sito devono collegarsi per fare un test. Vince il più veloce. Tre minuti per rispondere a quattro domande ma soprattutto per far capire cosa faranno da grandi. Laurea o mondo del lavoro, formazione scientifica o umanistica, in sostanza. Oggi sono 3.929 gli iscritti ai corsi Its contro gli 895.701 del sistema tedesco. Male ma non malissimo visto che tra quanti sono in teatro il 51% dice sì a questo tipo di formazione. E allo stesso modo il 45% si dichiara pronto ad intraprendere studi nella cosiddetta area scientifica. Una progressiva inversione di tendenza rispetto all’ondata di umanisti di qualche anno fa.

Certo resta il fatto che tra i giovani italiani, in pochi hanno avuto un’esperienza di lavoro retribuito nel corso degli studi: nel 2009 questi erano il 3,5% dei 15-19enni, il 14,8% dei 20-24enni, il 19,9% dei 25-29enni e il 19,5% dei 30-34enni. Le cifre sono invece più alte se si fa riferimento ai programmi di studio lavoro, cui hanno preso parte il 12,3% dei 15-19enni, il 22,4% dei 20-24enni, il 21,7% dei 25-29enni e il 15,6% dei 30-34enni. Sono numeri che però dicono poco sulla effettiva “spendibilità” nel mercato del lavoro di queste esperienze lavorative.

Altro vulnus, il fatto che nonostante i cicli formativi abbiano durata più lunga del resto d’Europa, i livelli di istruzione dei giovani italiani sono decisamente più bassi, anche per la sottovalutazione delle tappe intermedie proposte da ogni percorso educativo. Basti pensare che ha una laurea solo il 21% dei middle-young italiani (25-34 anni), a fronte del 34,1% dei coetanei europei.

Ci manteniamo dunque all’ultimo posto in Europa per quota di laureati sulla popolazione attiva (18%, contro una media Uedel 30%). Secondo l'Ocse la maggior parte dei nostri 15 enni non ha intenzione di laurearsi: solo il 41% di loro si è detto disponibile a continuare gli studi universitari. In un paese come la Corea del Sud l’80% dei quindicenni dichiara di voler proseguire gli studi .


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