Famiglie e studenti

Pontremoli: «Trovare lavoro? Meglio costruirlo»

di S.U.

«Qualunque sia la vostra età, il futuro è comunque il luogo dove trascorrerete il resto del vostro tempo. Quindi: curatelo». Con passione. «Anzi mettendoci dentro tutte le vostre passioni». Andrea Pontremoli è l’amministratore delegato della Dallara, un passato all’Ibm, e un oggi un presente in cui accanto al suo impegno professionale, c’è anche la sua attività da dj, e ci tiene a specificarlo, «ogni sabato e ci guadagno pure». Oltre mille studenti lo ascoltano e colgono appieno il senso del suo intervento, ecco perché non fiatano e registrano ogni passaggio con un applauso .

«Il lavoro ragazzi non si cerca, il lavoro si costruisce». Questo per dire che ognuno deve essere artefice del proprio futuro, questo per spiegare «che è assai triste una vita in cui sono gli altri a determinare ciò che dovete fare».

Parla e accanto a lui c’è Andrea che lavora in Dallara, realizza i modelli di automobili che poi vengono provati nella galleria del vento. Alle spalle di Pontremoli le immagini della sua azienda, il territorio, la competenza, la tecnologia, il lavoro in gruppo. Poi racconta dell’importanza degli Its e spiega che nel suo territorio mancavano le competenze, o meglio mancavano i lavoratori con le competenze chieste dalla Dallara. Allora è stata l’azienda a scegliere quindici disoccupati e ad organizzare il primo corso. Risultato: tutti occupati a un mese dalla fine del corso. Così al primo ne è seguito un secondo, e poi un terzo. Insomma un’attività formativa che funziona a pieno ritmo. E l’esperienza di Andrea ne è la conferma. Alle spalle una famiglia di meccanici per lui la passione per le autonomibili è quasi nel dna. Subito un primo approccio all’università ma troppa teoria, poca pratica, troppo lontano nei libri il mondo del lavoro. Quindi la decisione di cambiare obiettivo. Decisione felice, visto che Andrea ha un lavoro, anzi ha il lavoro che ha scelto, nell’azienda che lo ha accolto e formato.

Così l’appello di Pontremoli agli insegnanti: «Venite a vedere cosa succede nelle aziende». E agli imprenditori: «Aprite le vostre aziende alle scuole e al territorio, perché potrete anche essere l’azienda più competitiva ma se non lo è il territorio a cui l’azienda appartiene presto o tardi smettete di esserlo».


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