Famiglie e studenti

Con «Job shadow» gli studenti affiancano un imprenditore per un giorno

di Maria Piera Ceci

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Trascorrere una giornata accanto ad un imprenditore. L’alternanza scuola-lavoro è anche questo. Si chiama job shadow ed è un’iniziativa di Confindustria arrivata alla sua terza edizione. Una sorta di coaching aziendale che vede giovani di tutta Italia trascorrere una giornata in azienda per conoscerne da vicino il funzionamento. Professionisti, esponenti del mondo dell’impresa e dell’artigianato dedicano il loro tempo e la loro esperienza per incontrare gli studenti direttamente sul posto di lavoro. Obiettivo è quello di aiutare gli studenti dell’ultimo anno delle scuole secondarie a scegliere cosa fare dopo il diploma e a capire cosa vuole dire “fare impresa”.
E l’esperienza è stata filmata dagli stessi studenti che con quelle immagini hanno poi realizzato delle clip di tre minuti, in cui hanno raccontato la loro giornata da imprenditori per un giorno.

La premiazione
A Orientagiovani, a Milano, sono stati premiati dal vice presidente per l’Education di Confindustria Ivan Lo Bello i quattro istituti vincitori, per aver realizzato i filmati che si sono contraddistinti per entusiasmo, impegno, partecipazione e coinvolgimento dei ragazzi.
A vincere il premio sono state la scuola secondaria “Francesco Venezze” di Rovigo, che ha realizzato la sua esperienza di job shadow con Intrac SpA e Gsa Gestione sistemi allarme, l’istituto di istruzione superiore “Ettore Majorana” di Monza in coppia con Project automation Spa, l’istituto tecnico tecnologico “Primo Levi” di Modena con Pagani automobili Spa e il liceo “Faes” di Milano con Happy child. A quest’ultima scuola è andato in particolare il premio speciale donne e imprese.

L’esperienza
Tre ragazze dell’ultimo anno del liceo classico “Faes” hanno infatti trascorso a metà ottobre una giornata con la general manager che gestisce gli asili nido del gruppo Happy Child, Anna Chiara Zecchel. «Nella nostra scuola abbiamo anticipato l’alternanza scuola-lavoro, prevista ora dalla riforma della buona scuola, attraverso il progetto Faes Plus, che contempla momenti di stage durante l’anno scolastico o durante l’estate», spiega la dirigente scolastica “Faes Monforte” di Milano, Barbara Morelli. «Le ragazze ne sono risultate arricchite. Hanno raccontato la forte carica umana che serve per essere imprenditrice-donna, la grande capacità di gestire sia le risorse umane che le attività specifiche dell’asilo. Hanno visto da vicino cosa significhi la gestione aziendale, il lavoro di coordinamento, come un manager sceglie le priorità nel corso di una giornata di lavoro, cosa significhi lavorare in team».

Il racconto
«Siamo arrivate e ci hanno accolte e presentato il loro lavoro in generale», racconta Michela Barbi, 18 anni, una delle tre ragazze del liceo “Faes Monforte”, a Milano, che ha partecipato all’esperienza di job shadow. «Incuriosite, abbiamo fatto tante domande e approfondito la dinamica lavorativa. Annachiara Zecchel ci ha spiegato con l’ausilio di alcuni video il progetto educativo di Happy Child, ma anche come funziona a livello aziendale, di cosa si occupano i vari poli all’interno dell’impresa. C’è chi si occupa della parte creativa, chi della parte esecutiva. Abbiamo realizzato delle interviste, mentre una di noi riprendeva le immagini».
«Siamo sempre dietro i banchi di scuola ed è stato divertente ed interessante vedere che mondo enorme si trovi all’interno di un’azienda. Abbiamo scoperto che c’è un mondo di cui non si parla e che tira le fila di un’azienda, dirige lo spettacolo, offrendo un sacco di possibilità. La cosa che mi ha colpito è che alla nostra domanda: qual è la giornata tipo? ci hanno risposto che non esiste una giornata tipo, bisogna essere pronti a tutto e adattarsi a quello che si presenta. Non serve una caratteristica specifica per essere imprenditrici, non si ha un ruolo solo, ma si possono fare tante cose nel corso della giornata. In particolare mi è piaciuta la parte creativa del tutto: abbiamo infatti assistito all’attività di promozione dell’asilo e mi piacerebbe approfondire con gli studi universitari proprio questo aspetto», conclude Barbi .
“Io l’ho vissuta diversamente perché ho fatte le riprese che sono poi diventate il video che abbiamo presentato ad Orientagiovani», ci racconta Chiara Fumagalli, anche lei 18 anni e all’ultimo anno del liceo classico, anche lei per una giornata in job shadow all’Happy Child. «E’ stata un’esperienza per vedere il dietro le quinte di un’azienda, conoscere la parte organizzativa, il cervello di un’impresa. E’ stupefacente quante cose ci siano dietro un’azienda e a cui non si pensa. Io in particolare sono interessata alla parte manageriale, che è la cosa che vorrei seguire da grande, anche se ho visto anche la grande quantità di tempo che bisogna dedicare a questa attività. Ma questa non la considero una cosa negativa, se ti piace è una cosa positiva. Inoltre passare una giornata in azienda mi ha chiarito le idee sulla scelta dell’università. Vorrei studiare economia e vedere la realtà aziendale mi è servito a chiarirmi le idee», conclude Fumagalli.


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