Famiglie e studenti

Fondi agli istituti: raddoppia la quota-alunno e incentivi alle «reti»

di Claudio Tucci

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Raddoppia la “quota-alunno” (per le primarie lo stanziamento passa da 8 a 20 euro, per gli istituti tecnici da 24 a 36 euro). Si incentivano gli istituti capofila di reti; e aumentano, anche, i fondi per diversamente abili e alternanza. Cambiano i criteri per l’assegnazione del Fondo di funzionamento alle scuole. Il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, ha firmato il decreto di revisione dei parametri in base ai quali le istituzioni scolastiche ricevono ogni anno la quota di finanziamento statale.

Il provvedimento
I nuovi parametri si applicheranno a partire dall’anno scolastico 2016/2017 e tengono conto dei nuovi indirizzi nati dopo la riforma delle superiori targata Gelmini (come il liceo musicale, il liceo sportivo e delle scienze applicate) e di realtà come i Cpia, i Centri provinciali per l’Istruzione degli adulti, appena rivisti. L’obiettivo dell’intervento, che ha raccolto diversi suggerimenti dei presidi, spiegano dal Miur, è quello di assegnare alle scuole risorse non solo più consistenti, «ma anche calibrate sulle loro specificità, dalla tipologia di indirizzo alla numerosità degli alunni».

Le novità
Con il decreto firmato ieri, in particolare, viene aumentata la quota per alunno assegnata alle scuole: per le primarie lo stanziamento passa da 8 a 20 euro, per gli Istituti tecnici da 24 a 36. Le altre novità sono l’incremento della quota di finanziamento per studente, l’aumento delle risorse integrative previste per gli alunni diversamente abili, gli incentivi destinati alle scuole capofila di Reti per la formazione del personale, l’acquisizione di beni e di servizi e per il supporto amministrativo-contabile (1.000 euro in più a disposizione), risorse aggiuntive per le scuole con corsi serali, per le scuole ospedaliere e carcerarie, una quota aggiuntiva (di 12 e 20 euro, a seconda del grado di istruzione) per le classi terminali, a supporto degli esami di Stato.

Alternanza rafforzata
Il provvedimento contiene, anche, i criteri per la distribuzione delle nuove risorse per l’alternanza scuola-lavoro (100 milioni all'anno) previste dalla riforma Renzi-Giannini. In questo caso i nuovi criteri entreranno a regime già a partire dal mese di gennaio 2016.
«Con la legge approvata a luglio, abbiamo raddoppiato il Fondo di funzionamento che passa dai 111 milioni degli anni precedenti a oltre 230 - commenta Stefania Giannini -. Ma serviva fare un passo in più: legare maggiormente le risorse alle caratteristiche delle scuole. Con un occhio alla numerosità degli alunni, alla presenza di studenti diversamente abili, alla tipologia di indirizzo, al territorio in cui ciascuna istituzione si colloca». Il decreto è stato subito registrato dalla Corte dei conti.


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