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Edilizia scolastica, la Corte dei conti «bacchetta» lo Stato: più trasparenza sull’8 per mille

di Eugenio Bruno

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La Corte dei conti «bacchetta» lo Stato sull’utilizzo dei fondi per l’8 per mille. Tra i rilievi principali della relazione resa nota ieri c’è la scarsa, per non dire nulla, promozione sulla quota di propria competenza. Specie dopo l’introduzione della possibilità di finanziare anche attraverso questo canale gli interventi di edilizia scolastica. Un’attività che secondo i magistrati contabili richiederebbe un altro tipo di pubblicità, a giudicare dall’interesse questa voce ha ottenuto presso i contribuenti.

Lo scarso interesse dello Stato
Invocando la violazione dei principi di buon andamento, efficacia ed efficienza della pubblica amministrazione la relazione sottolinea come lo Stato abbia mostrato «disinteresse per la quota di propria competenza, cosa che ha determinato, nel corso del tempo, la drastica riduzione dei contribuenti a suo favore». Ma la Corte dei conti va anche oltre e rileva la «totale assenza - negli oltre venti anni di vigenza dell'istituto - di iniziative promozionali, da parte dello Stato, circa le proprie attività, risultando l’unico competitore che non sensibilizza l’opinione pubblica sulle proprie iniziative». Aggiungendo poco dopo che tale tendenza è stata confermata anche negli ultimi anni «nonostante la novità costituita dalla possibilità di destinare risorse all’edilizia scolastica, tema particolarmente sentito dai cittadini contribuenti». 

La volontà di invertire la rotta
Un altro passaggio degno di nota lo si incontra qualche pagina più avanti. Allorquando i magistrati contabili riportano l’opinione della presidenza del Consiglio che avrebbe giustificato l’assenza nel 2015 di campagne pubblicitarie in tal senso con la
non «entrata in vigore, all'epoca, della novella che ha introdotto la categoria dell'edilizia scolastica tra le tipologie dell'8 per mille statale, con il risultato di un ulteriore ampliamento della platea dei beneficiari, ma non dell'ammontare delle risorse a disposizione». Nel 2016 la strategia dovrebbe essere diversa, sempre a detta di Palazzo Chigi, visto che una campagna di comunicazione ad hoc sarebbe già stata pianificata.

La lentezza nell’assegnazione dei fondi
È un altro degli aspetti negativi messi in luce dalla Corte dei conti. Riportando anche qui l’opinione della presidenza del Consiglio secondo cui il ritardo per il 2014 sarebbe dovuto alla scelta di posticipare dal 30 settembre al 15 dicembre il termine per presentare le istanze dell’8 per mille così da includere la categoria dell’edilizia scolastica. Una scelta apprezzata dai contribuenti a giudicare dalle domande pervenute. Mentre negli anni precedenti erano state circa 1.500 l’anno scorso ne sono pervenute invece 3.172 di cui 1.977 riferite all’edilizia scolastica. Tutti gli accertamenti tecnici - conclude la Corte dei conti - sono terminati a luglio. E ora si attendere il parere delle Camere del Dpcm di distribuzione della quota di pertinenza statale.


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