Famiglie e studenti

La Cina fa shopping di scuole d’élite in Gran Bretagna

di Luisanna Benfatto

Come poter accedere alle più prestigiose università come Oxford e Cambridge? Semplice, frequentando le elitarie grammar school, gli istituti privati la cui retta costa almeno 50mila euro all'anno, e che, fino a ieri, educavano i figli delle famiglie benestanti. Nel futuro però i banchi dei college di “Hogwarts” saranno occupati da studenti provenienti dai Paesi asiatici, soprattutto cinesi. E non per magia.

La Cina che proprio quest'anno ha superato in numero di miliardari gli Stati Uniti
(596 contro 537) ha infatti un gran bisogno di scuole internazionali poiché quelle sul territorio non riescono più a rispondere alle, sempre più numerose, richieste dei nuovi ricchi. La soluzione? Lo shopping oltre confini degli istituti indipendenti che come raccontano i media inglesi e cinesi è già iniziato. Una delle prime a passare di proprietà è stata la Chase Grammar, un collegio che si trova nello Staffordshire, acquistato lo scorso anno dalla Can Achieve Education, una società di Pechino.
«Per cinesi, filippini, indiani e pakistani le grammar school del Regno Unito sono un ottimo investimento a lungo termine e i soldi non mancano. Le nostre antiche strutture inglesi hanno un bisogno costante di liquidità per il loro mantenimento e per questo non disdegnano il capitale straniero che viene accettato senza problemi» racconta Peers Carter, fondatore School Transfer Company, una società di intermediazione commerciale degli istituti scolastici. La Gran Bretagna, si evince dai numeri, sta già diventando la meta ideale per l'educazione dei figli dei milionari dell’area Bric: secondo l'Independent Schools Council (ISC) 27,211 ragazzi stranieri di cui 5683 provenienti dalla Cina, frequentano le grammar school sul territorio. Quello che li attrae è la solida reputazione dei college e il mix di internazionalità che può essere garantita solo da poche realtà nel mondo.

La Chase Grammar, ceduta nel 2014, ha 220 iscritti di cui la metà è straniera (40 i cinesi). Da quando è stata acquistata, racconta il nuovo direttore Tong Zhou, la percentuale di studenti orientali non è aumentata, né si intende farlo: «La vera ricchezza sta nella qualità dell'insegnamento e nella varietà di nazionalità degli studenti: non vogliamo trasformare la Chase in una colonia cinese». Quello che però è cambiato è che la scuola ora ha uffici a Shanghai per facilitare i rapporti con i genitori, che non parlano e mai parleranno inglese, ma che sono disposti a spendere un piccolo patrimonio per un'educazione made in Great Britain.


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