ITS e imprese

Apprendistato e alternanza, incentivi fino a 3mila euro

di Gianni Trovati

Sono in arrivo gli incentivi per le imprese che accolgono gli studenti con l’apprendistato «duale», che a differenza di quello tradizionale si svolge a braccetto con i corsi in aula, e con l’alternanza scuola-lavoro. Al ministero sono in calendario nei prossimi giorni le riunioni chiamate a chiudere il cantiere delle regole, che dovrebbero produrre un bonus da 3mila euro pro-capite per l’apprendistato e da 5-600 euro per l’alternanza. In gioco ci sono i fondi da 174 milioni di euro messi sul piatto per dare gambe a questo capitolo del Jobs Act, e nei piani del Governo c’è l’obiettivo di coinvolgere 60mila giovani. A confermare i tempi stretti c’è il calendario delle prossime tappe, che prevede entro il 10 novembre la selezione di 300 istituti sperimentatori.

I due meccanismi
L’apprendistato duale si rivolge in particolare agli studenti dell’istruzione professionale, e prevede 400 ore in azienda, cioè oltre un terzo dell’impegno annuale chiesto agli studenti. Il modello è quello tedesco, e gli incentivi servono per far decollare la formazione condivisa fra scuola e azienda anche in una realtà come quella italiana, popolata soprattutto da aziende piccole e medie per le quali i costi per la formazione e la gestione degli apprendisti diventano una voce importante in bilancio. Allo stesso principio si ispirano gli incentivi all’alternanza scuola-lavoro, che si rivolge a tutti gli istituti superiori e prevede 400 ore negli ultimi tre anni (200 nei licei) da svolgere in parte nell’anno scolastico e in parte durante le vacanze.

L’obiettivo
I due progetti si muovono su piani diversi, ma il denominatore comune è dato dall’esigenza «di offrire un orientamento effettivo ai giovani, e a rendere meno aride le materie di studio facendole vivere nel mondo reale dell’impresa». Lo ha sottolineato Buono Scuotto, vicepresidente della Piccola impresa di Confindustria, nel corso di un convegno che ieri mattina ha richiamato all’Expo di Milano i protagonisti delle esperienze che nel corso dell’anno scolastico 2014/2015 hanno anticipato la versione “strutturata” dell’alternanza scuola-lavoro. La macchina viaggia a velocità diverse a seconda della storia dei territori, per cui se a Bergamo le alleanze fra imprese e scuole coinvolgono ormai quasi mille studenti all’anno ci sono aree in cui numeri e dimensioni sono più ridotte.
In tutti i casi presentati ieri, dal Nord a Napoli passando per l’Umbria, i progetti nascono dall’intesa fra le scuole e le imprese del territorio, spesso piccole e medie, che puntano su questi progetti anche come strumento di pre-selezione del personale futuro ma ne affrontano i costi, a partire dal personale che deve accompagnare gli studenti in azienda, garantirne la sicurezza e condividere il progetto. Gli incentivi in cantiere al ministero del Lavoro servono a loro.


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