Famiglie e studenti

Scuole ancora poco «smart»: tablet nel 2% delle classi, registro elettronico nel 69%

di Eugenio Bruno

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Partiamo dalle buone notizie: le iscrizioni online sono ormai una realtà in quasi il 99% delle istituzioni scolastiche. E anche il registro elettronico della classe (69%) e del docente (74%) cominciano ad avere una diffusione capillare, seppure a macchia di leopardo. Laddove altre voci lasciano invece a desiderare. A cominciare dalle aule dotate di un tablet (2%) oppure di un pc (7%). Per non parlare di quegli strumenti previsti dal legislatore ma mai attuati. fascicolo elettronico, archivio virtuale, scrivania virtuale. Sono alcuni dei numeri diffusi ieri dalla Corte dei conti nella sua relazione sullo “Stato di attuazione e sviluppo del piano di dematerializzazione delle procedure amministrative in materia di istruzione, università e ricerca”.

Lo stato dell’arte
Il rapporto parte dalla dematerializzazione delle procedure amministrative all’interno delle scuole. Un obiettivo ormai centrato appare il passaggio alle iscrizioni online che nel 2014-2015 ha interessato il 98,9% delle domande attese. A buon punto sembra inoltre la diffusione del registro di classe online (69%) e di quello del docente (74%) , sebbene con distribuzione geografica diseguale. Non esistono dati ufficiali invece, perchè il ministero non li ha forniti, sul rilascio della pagella online, sebbene esista un’apposita piattaforma che in teoria consente di erogare questo tipo di servizio. Ferma al 50% inoltre è la diffusione della modalità di comunicazione online scuola-famiglia. Anche qui in maniera non uniforme visto che si passa dal 72,8% delle Marche al 38,7% della Calabria. Dati che si riferiscono all’anno scolastico 2013/2014 così come i numeri sulla scarsa diffusione di tablet e pc in uso nelle aule: 2% i primi, 7% i secondi. Senza dimenticare quegli strumenti che pur previsti dalla normativa sono rimasti sulla carta, quali l’archivio virtuale, il fascicolo elettronico degli alunni e la scrivania virtuale semplificata.

Il ruolo del Cineca
Il piano di dematerializzazione prevedeva il loro affidamento al Consorzio Cineca, che, secondo un recente parere del Consiglio di Stato, intervenuto il 30 gennaio 2015, può svolgere attività affidategli dal Miur secondo il modello della persona giuridica in house providing, cioè evitando il ricorso ad imprese operanti sul mercato mediante procedure di evidenza pubblica. Sul punto i magistrati contabili chiedono, da un lato, «tempi certi per il completamento delle parti del piano non attuate e, dall’altro, la «fissazione di criteri di remunerazione delle prestazioni in modo da ottimizzare le potenzialità di risparmio consentite dal rapporto in house providing». Invocando la sussistenza dei presupposti per la sottoposizione del Consorzio Cineca al controllo della Corte dei conti.

Le altre raccomandazioni
A parte il focus sul ruolo del Cineca i magistrati contabili invitano il Miur ad adoperarsi per «assicurare l’uniformità del processo di dematerializzazione e di informatizzazione nelle scuole di tutto il territorio nazionale». Svolgendo un attento monitoraggio sulle singole iniziative e, qualora servisse, utilizzando i suoi poteri sussidiari. Ma il pensiero della Corte dei conti va anche ai risparmi che potrebbero derivare se tutti gli uffici ministeriale riducessero l’utilizzo della carta al «minimo indispensabile» e sostituissero il «mezzo postale con quello informatico».


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