Famiglie e studenti

Pronti i primi bandi finanziati con i fondi Ue: si parte da wi-fi e ambienti digitali

di Claudio Tucci

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Il Pon Istruzione 2014-2020 vale poco più di tre miliardi di euro. I primi bandi sono usciti in questi giorni, e riguardano il potenziamento del wi-fi a scuola (40 milioni) e degli ambienti digitali per l’apprendimento (140 milioni). Gli obiettivi della nuova programmazione di fondi Ue (Fse e Fesr), elencati venerdì al Miur, dal ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, sono piuttosto ambiziosi: queste risorse, ha detto la titolare di Viale Trastevere, dovranno servire a recuperare, almeno in parte, il tasso di abbandono scolastico (oggi veleggia intorno al 15%, con punte del 25-30% al Sud) e a rafforzare le competenze dei ragazzi, quelle specialistiche (lingue, informatica e materie scientifiche) e quelle trasversali (alternanza con il lavoro), dove anche qui gli studenti italiani scontano diversi ritardi.

Il nuovo Pon 2014-2020
Il nuovo Pon 2014-2020, per la prima volta, riguarderà tutte le regioni italiane (non più quindi solo quelle Convergenza), anche se la ripartizione dei 3 miliardi terrà conto delle difficoltà del meridione. Oltre 2 miliardi andranno alle regioni meno sviluppate (Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia), 193 milioni alle regioni in transizione (Abruzzo, Molise e Sardegna), 714 milioni alle regioni più sviluppate (Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Toscana, Umbria, Val D'Aosta e Veneto, Provincia Autonoma di Bolzano e Provincia Autonoma di Trento).

I soggetti coinvolti
Lo stanziamento previsto (1 miliardo in più rispetto al Pon precedente) consentirà di coinvolgere circa 3 milioni di studenti, 200mila adulti, 250mila fra docenti e membri del personale della scuola e quasi 9.000 istituti scolastici. Circa 2,2 miliardi sono finanziati dal Fondo Sociale Europeo (FSE) e potranno essere utilizzati per lo sviluppo delle competenze chiave e delle competenze trasversali degli alunni, il potenziamento delle competenze dei docenti e del personale della scuola, l'integrazione degli studenti, l'alternanza scuola-lavoro, l’istruzione degli adulti, l'internazionalizzazione delle scuole.

La parte restante dello stanziamento (circa 800 milioni) è finanziata dal Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale (FESR) e servirà per intervenire sull'edilizia scolastica, sul potenziamento degli ambienti digitali e dei laboratori professionalizzanti, per favorire l'innovazione.

Gli obiettivi attesi
Il ministro dell'Istruzione ha poi aggiunto che, sommando i 3 miliardi del nuovo Pon, ai 16 miliardi previsti, sempre nello stesso arco temporale 2014-2020, dalla riforma della scuola (legge 107), per il settore Istruzione, in questi setti anni, saranno a disposizione, complessivamente, 19 miliardi di euro. Il precedente Pon, 2007-2013, valeva circa 2 miliardi, e a oggi sono stati spesi oltre il 95% delle risorse (si arriverà al 100% entro dicembre, sottolineano dirigenti del Miur - la rendicontazione dei fondi comunitari può avvenire entro i due anni successivi alla fine del periodo di riferimento delle risorse). Cosa si aspetta il governo da questo nuovo Pon 2014-2020? “Risultati sempre più positivi in termini di apertura delle scuole nel pomeriggio e al territorio, e una maggiore attenzione agli studenti con difficoltà negli apprendimenti”, ha risposto il ministro, Giannini. Il Miur prova anche a rilanciare un piano scuola digitale: tra fondi Buona Scuola e nuove risorse del Pon si mette sul piatto 1 miliardo di euro per implementare servizi e didattica tecnologica nelle scuole.


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