Personale della scuola

Efficienza energetica nelle scuole, il fondo Kyoto fa flop: chiesti 110 milioni su 300 disponibili

di Massimo Frontera

Registrate 248 richieste per 610 interventi dal costo di 110 milioni. Avviata l'istruttoria al ministero dell'Ambiente

L’efficientamento energetico nelle scuole snobba la cospicua riserva finanziaria messa a disposizione dal Fondo Kyoto, gestito dal ministero dell’Ambiente e Cdp. Su circa 300 milioni disponibili per migliorare le prestazioni energetiche nelle scuole, sono arrivate richieste per 110 milioni in totale, poco più di un terzo dei fondi stanziati. A comunicarlo è la struttura di missione di Palazzo Chigi sull’edilizia scolastica. Le richieste, precisano gli uffici di Palazzo Chigi sono state esattamente 248 per un totale di 610 interventi, per i quali è iniziata la procedura di valutazione da parte del ministero dell’Ambiente. In media poco più di 180mila euro per singolo intervento.

I dati
Il bilancio non è esaltante, se si considera il basso livello medio di qualità edilizia e impiantistica delle scuole, e anche le condizioni del bando, non certo restrittive. Non veniva infatti richiesto alcun livello progettuale e si davano tre anni di tempo per completare l’intervento. Unico "paletto" indicato nel bando era quello di guadagnare almeno due classi di efficienza energetica per l’edificio ultimato; ma contestualmente il bando prevedeva anche una deroga, concedendo la possibilità di raggiungere "il migliore livello possibile di efficienza energetica" in caso non fosse possibile scalare le due classi richieste. Insomma, si è cercato di spianare il più possibile la strada. In cambio si concedeva denaro praticamente a costo zero (con tasso allo 0,25%) e si dava il permesso di cumulare la richiesta con il beneficio del conto termico.
Curiosamente, il bilancio finale non è andato molto lontano dalle stime sulla risposta al bando, fatta dall’unità di missione per l’edilizia scolastica a marzo scorso, quando la responsabile della struttura di missione, Laura Galimberti, aveva stimato circa 700 richieste. Complessivamente gli interventi di cui si è chiesto il finanziamento sono stati 610. Quello che invece è mancato è stato l’assalto al plafond disponibile, che resta largamente inutilizzato.


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