Famiglie e studenti

Nei paesi del Nord Europa transizione studio-lavoro veloce: massimo 4 mesi

di Cl. T.

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Lo sapete a che età i giovani italiani concludono il percorso di studi? Tardi: a 25,5 anni se si consegue una laurea triennale, a 26,8 anni nel caso del diploma magistrale, e spesso senza aver mai fatto un’esperienza di lavoro o di tirocinio in un’impresa. Nei Paesi europei, soprattutto quelli del Nord, i sistemi educativi sono invece, da anni, maggiormente “work-oriented” e le transizioni scuola-azienda sono brevi: massimo 4 mesi in Germania, Austria, Paesi Bassi e Danimarca, e la disoccupazione giovanile è a livelli fisiologici (intorno al 7-8% - da noi si veleggia intorno al 40%).

Le esperienze all’estero
Fuori dall’Italia, l’alternanza scuola-lavoro e, anche, l’apprendistato sono strumenti utilizzati da anni. In Francia per esempio, ha ricordato Attilio Oliva, TreeLLLe e Board Centro per la ricerca e l’Innovazione educativa, Ocse), al termine della scuola obbligatoria (cioè a 15 anni) tutti gli studenti delle superiori fanno una settimana di tirocinio. Ai licei generalisti si iscrivono i due terzi circa dei ragazzi, ai licei tecnologici il 15%, e nei professionali il 20%. L’alternanza si fa, poco, nei licei tecnologici e molto nei professionali: qui on the job si fanno 900 ore nei tre anni (più del doppio di quelle previste nella riforma Renzi-Giannini). Nell’apprendistato operano circa 300mila giovani.

Il duale tedesco
In Germania esiste il sistema duale di formazione, e le aziende investono nei tutor delle imprese, ha aggiunto Oliva. Si fa molto apprendistato, che coinvolge cira 1,4 milioni di ragazzi. L’età media d’accesso è 20 anni, questo perchè, ha spiegato Oliva, in Germania l’apprendistato è un vero e proprio “titolo” molto richiesto dalle imprese in vista della futura assunzione stabile.

Il modello olandese
Si fa molta formazione on the job anche in Olanda: il 60% degli studenti fa apprendistato-alternanza. Si possono raggiungere 4 livelli di competenze. Tutti questi modelli, ha concluso Oliva, danno un valore centrale al lavoro e al sua valenza educativa. C’è una forte responsabilità sociale delle imprese, e la co-progettazione dei percorsi è fatta insieme alle scuole.


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