Famiglie e studenti

Allarme Coldiretti: l’ombra delle agromafie sulle mense scolastiche pesa 1,3 miliardi di euro

di Annamaria Capparelli

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A tavola con i bambini rischiano di sedersi anche le agromafie. Sul piatto ricco delle mense scolastiche (che vale 1,3 miliardi) sta «investendo» infatti la criminalità organizzata che continua a fare affari d’oro con il business che ruota intorno al cibo. E in gioco c’è la salute di due milioni di bambini. Ad accendere i riflettori sul fenomeno, rilanciato dall’inchiesta di questi giorni sulla fornitura dei pasti in provincia di Napoli, Salerno e Avellino che ha portato anche ad arresti, è stata, ancora una volta, la Coldiretti. Di sicurezza e legalità nella ristorazione, compresa dunque quella scolastica e dei pranzi distribuiti negli ospedali, si è parlato nel corso dell’incontro «Corruzione e Agromafie» promosso dal presidente dell’organizzazione agricola, Roberto Moncalvo e dal presidente del comitato scientifico della Fondazione «Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e nel sistema agroalimentare» al quale hanno preso parte anche il presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione, Raffaele Cantone, il vicepresidente del Consiglio superiore della Magistratura, Giovanni Legnini e il ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina.

Bocciati i menù scolastici
«Si tratta di un crimine particolarmente odioso - ha detto Moncalvo - poichè ai danni provocati al sistema economico e all’occupazione si aggiungono i pericoli per la salute in una fase delicata della crescita». Una ricerca realizzata da Coldiretti/Ixè ha rilevato una sonora bocciatura dei menù scolastici. Il 20% degli intervistati ritiene i pasti insufficienti, mentre per il 42% si arriva appena alla sufficienza. La maggioranza (83%) chiede di servire prodotti più sani. Dall’indagine emerge comunque che il 52% del campione considera adeguato il costo delle mense, mentre per il 25% è eccessivo. Dall’incontro è emersa in ogni caso la necessità di una incisiva azione di tutela nelle scuole, asili ed elementari , dove è scattato l’allarme per l’interesse crescente della malavita organizzata.
L’organizzazione agricola chiede di privilegiare cibi locali a chilometro zero «per assicurare il miglior rapporto prezzo-qualità e per educare le nuove generazioni» ed evitare che le filiere troppo lunghe possano favorire i rischi di frodi e sofisticazioni.


«Appalti verdi» ancora al palo
La Coldiretti ha denunciato anche i ritardi degli «appalti verdi» introdotti quattro anni fa per le mense scolastiche e degli ospedali, gestite dalla pubblica amministrazione. A distanza di 4 anni restano così al palo le fornitura di frutta e verdura rigorosamente di stagione, di prodotti Igp e Dop (almeno il 25%) e biologici (15% per le carni e 20% per il pesce di acquacoltura). Con il piano d’azione per la sostenibilità ambientale dei consumi nella Pubblica amministrazione è previsto che al normale requisito base del prezzo più vantaggioso si affianchi un meccanismo di punteggio che premia prestazioni ambientali, sociali e di fornitura di prodotti tipici anche più costosi. In questo modo si aprirebbero le porte degli appalti anche a chi produce prodotti di qualità.

Cantone: «Qualità e non solo risparmio»
Il numero uno dell’Autorità anticorruzione, da parte sua, ha rilevato come non possa valere solo la logica del «risparmio fine a se stesso». Per Cantone, infatti, al risparmio si deve affiancare il requisito della qualità, si deve sapere da dove arrivano i prodotti «da dove vengono le materie prime per fare la pasta al pomodoro, perchè non mi sento tranquillo se il pomodoro arriva da un paese dell’Asia». La qualità dunque, secondo Cantone, deve diventare «un criterio per attribuire gli appalti». Da qui l’impegno assunto davanti alla platea Coldiretti di lavorare a un bando tipo per le mense per individuare snodi pericolosi per la corruzione.
Linea dura contro i reati agroalimentari è stata espressa dal ministro Marina che considera la tutela della sicurezza e la legalità una priorità assoluta. Per il ministro è necessario ammodernare il codice relativo all’agroalimentare per una maggiore efficacia delle azioni di contrasto. La lotta alle agromafie – ha aggiunto Martina - dev’essere cruciale», una lotta che non può essere lasciata in seconda lettura».


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