Famiglie e studenti

Entro il 9 ottobre le candidature per i bandi del Piano scuola digitale

di Simona Montesarchio*

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È data alle scuole un’occasione unica per connettersi in rete. Entro il 9 ottobre sarà possibile per le scuole candidarsi sul sito Internet del Miur (http://www.istruzione.it/web/istruzione/pon/2014_2020) per cablare tutte le scuole che ne faranno richiesta attraverso un finanziamento a valere sui Fondi strutturali Pon-Fesr 2014-2020.

Le risorse
Il finanziamento, da un minimo di 7.500 euro a un massimo di 18.500 euro, è così assegnato:
- per le istituzioni scolastiche con meno di 1.200 alunni, il progetto per la realizzazione dell’infrastruttura e dei punti di accesso alla rete Lan(Local area network)/Wlan (Wireless local area network) non può superare la somma di euro 15mila;
- per le istituzioni scolastiche con più di 1.200 alunni, il progetto per la realizzazione dell’infrastruttura e dei punti di accesso alla rete Lan/Wlan non può superare la somma di euro 18.500;
- per le istituzioni scolastiche con più di 3 plessi, indipendentemente dal numero degli alunni, il progetto per la realizzazione dell’infrastruttura e dei punti di accesso alla rete Lan/Wlan, purché riguardi almeno 3 plessi, non può superare la somma di euro 18.500;
- per gli interventi di ampliamento o adeguamento dell’infrastruttura e dei punti di accesso alla rete Lan/Wlan, il massimale è per tutte le istituzioni scolastiche di euro 7.500.

I progetti da presentare
Le scuole dovranno presentare un progetto con l’indicazione degli obiettivi specifici che si intende perseguire (anche in termini di impatto del progetto sull’organizzazione del tempo-scuola, sulla riorganizzazione didattico-metodologica, sull’innovazione curricolare e sull’uso di contenuti digitali nonché sulle disabilità), della coerenza con il Piano dell’offerta formativa della scuola (Pof), specificando la presenza di progetti didattici per i quali è previsto l’uso della rete e il grado di coinvolgimento di insegnanti e alunni nei predetti progetti e del livello di copertura del sistema infrastrutturale che si intende realizzare all’esito dell’attuazione del progetto, dell’eventuale dotazione dell’istituzione scolastica di servizi per gli utenti fruibili in modalità mobile.

Criteri di valutazione
I criteri sulla base dei quali le scuole saranno valutate, anche tenendo conto delle indagini Invalsi, sono:
a) il livello di disagio negli apprendimenti nell’ambito della scuola, lo status socio economico e culturale della famiglia di origine degli studenti presenti nella scuola, il tasso di abbandono scolastico;
b) il livello di copertura del sistema infrastrutturale che si intende realizzare al fine di dotare le scuole di una rete adeguata alle esigenze didattiche;
c) l’eventuale dotazione di connettività della scuola in ingresso di almeno 30 Mb, da dimostrare attraverso gli estremi del contratto o della convenzione con il fornitore;
d) l’eventuale dotazione della scuola di servizi per gli utenti fruibili in modalità mobile (a titolo esemplificativo: registro elettronico, biblioteca/materiali didattici on line, registrazione pasti della mensa);
e) l’eventuale presenza di accordi per la gestione federata dell’identità a servizi di connettività wi-fi forniti da reti o dal altri enti sul territorio.
Gli investimenti che negli ultimi anni hanno contribuito a digitalizzare il Sistema istruzione, oltre che produrre cambiamenti nella didattica, hanno rivoluzionato l’attività gestionale e amministrativa e la comunicazione istituzionale della scuola. Sono state introdotte dal Miur e dalle singole scuole piattaforme essenziali per il rapporto con i cittadini, per la comunicazione scuola-famiglia-territorio e per la dematerializzazione dei processi amministrativi, l’introduzione delle iscrizioni on line, l’anagrafe dello studente, il registro digitale, la piattaforma on line per la gestione e il miglioramento dei rapporti scuola-famiglia, il passaggio al digitale di tutti i processi amministrativi scolastici (esempio, gestione del personale docente e non docente, i contratti, la contabilità, ecc.) ha richiesto e richiede, oltre allo sviluppo di adeguate competenze nel personale, di dotare le segreterie e gli spazi di lavoro per i docenti e l’utenza di connessioni Internet, di dotazioni tecnologiche e di quanto altro renda la scuola adeguata per la gestione e l’accesso a questi processi e servizi.

Accesso alla rete e “Buona scuola”
L’Avviso sul wi-fi cerca quindi di fornire risposte anche a queste esigenze della scuola, coerentemente con il processo di riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti (legge 107/2015 – cosiddetta “Buona scuola”), che promuove il passaggio da una visione di digitalizzazione intesa come infrastrutturazione, a una di Education in a digital era. Il punto di partenza di tale visione è rappresentato dall’accesso alla rete e dalla disponibilità in tutti gli ambienti scolastici di tale capacità di accesso. L’Avviso in questione offre alle istituzioni scolastiche la possibilità di realizzare, ampliare o adeguare le infrastrutture di rete Lan /Wlan.
Questa misura è finanziata con i Fondi strutturali europei, il Pon Fesr 2014/2020, in questo caso dedicato allo sviluppo di competenze e ambienti per l’apprendimento, per la prima volta destinati in parte anche alle regioni del Centro-Nord. L’obiettivo è cablare internamente il numero più ampio di scuole, portando il web nelle classi, nelle biblioteche, nei laboratori, con filo o senza, a seconda delle caratteristiche degli edifici e dei plessi.
Condizione determinante è anche un cambiamento della cultura relativa agli ambienti di apprendimento all’interno delle scuole. Ecco perché tra i requisiti dell’Avviso pubblico viene richiesto un progetto che rispecchi le caratteristiche di ogni singolo istituto, in accordo e in collaborazione con gli enti locali. Non è un caso che ci si concentra su come modificare gli spazi dove si apprende e su come coniugare la tradizione tutta italiana dei saperi disciplinari con la velocità dell’informazione data dalla rete. E non è un caso che tra i criteri per la selezione siano determinanti per la scuola il servizio offerto in zone a rischio abbandono, dispersione o la presenza di disagio. Si tratta di un vero cambio di paradigma nel rapporto tra scuola e tecnologia: da una politica delle dotazioni ad una politica dell’accesso.
Accesso alla rete, ai contenuti, ai dispositivi, tutte opportunità scontate nel futuro mondo professionale dei nostri studenti ma che si rivelano a macchia di leopardo in molte zone del nostro paese. Il bando wi-fi costituisce, quindi, una sorta di innesco che si collega ad azioni di sistema più ampie come il Piano nazionale banda larga del Mise che privilegerà l’accesso delle scuole. Obiettivo, una rete veloce e sicura per i nostri studenti. Tutte azioni di sistema che aprono la scuola ai contesti vicini e lontani tipici dell’educazione nell’era digitale e che preparano il terreno ad una diffusione più radicata nei territori del nascente Piano nazionale scuola digitale.

*Direttore generale del Miur per interventi in materia di edilizia scolastica,
per la gestione dei fondi strutturali per l’istruzione e per l’innovazione digitale


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