Famiglie e studenti

Dal piano di studi, alla sicurezza sul lavoro, ecco i diritti e doveri degli studenti in alternanza

di Claudio Tucci

Gli studenti che entrano in azienda per svolgere le ore di alternanza hanno diritto a «un percorso formativo personalizzato»; «un ambiente di apprendimento favorevole alla crescita della persona»; e a essere seguiti da un tutor scolastico e da uno designato dall’impresa. Ma i ragazzi hanno anche doveri da rispettare, a partire «dall’effettiva frequenza» delle attività didattiche erogate dall’azienda e dall’«obbligo di riservatezza» su dati e informazioni eventualmente acquisiti durante l’esperienza di studio e lavoro.

La «Carta»
La riforma Renzi-Giannini rende, da quest’anno, obbligatoria (dalle terze classi) l’alternanza (almeno 400 ore nei tecnici e professionali; almeno 200 ore nei licei) e il ministero dell’Istruzione ha deciso di mettere a punto una «Carta» che indica, per la prima volta (l’alternanza è nata nel 2005), diritti e obblighi in capo agli alunni che entrano a contatto con il mondo produttivo.

Il doppio status di studente e lavoratore
Il ragazzo in alternanza acquisisce un doppio status, di studente e di lavoratore: per questo, la bozza di regolamento, esplicita la necessità dell’assicurazione Inail, e si specifica che la copertura contro infortuni e malattie professionali deve riguardare anche le attività «eventualmente svolte fuori dalla struttura ospitante», purché ricomprese nel progetto formativo.

La formazione
Tra scuola e azienda dovrà essere sottoscritta una convenzione che è tenuta a fissare, tra l’altro, la durata delle attività giornaliere eseguite in regime di alternanza (e l’orario indicato non potrà essere superato). E comunque, i presidi dovranno fornire una dettagliata informazione preventiva a genitori e ragazzi. La formazione in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro si conferma a carico della scuola, ma dovrà essere integrata dall’impresa con la formazione specifica attinente alla valutazione dei rischi aziendali (qui si può far ricorso anche a pacchetti in modalità e-learning). Dentro il luogo di lavoro, il tutor aziendale dovrà seguire non più cinque studenti, e al termine del percorso “on the job” i ragazzi potranno esprimere una valutazione sull’efficacia e coerenza delle attività svolte con il proprio indirizzo di studio.

La bozza di regolamento richiama poi i doveri che sono in capo allo “studente-lavoratore”. Gli alunni, in particolare, sono soggetti alle norme stabilite nei regolamenti di scuola, ma anche, ed è una novità, alle regole di comportamento, funzionali e organizzative dell’impresa ospitante. Si parla, anche, di provvedimenti disciplinari in caso di infrazioni. In questi casi, l’eventuale sanzione dovrà essere irrogata dall’istituto scolastico di appartenenza.

Ok dagli studenti
Il provvedimento, una volta licenziato dal Miur, dovrà ricevere i concerti di ministero del Lavoro e Funzione pubblica, e poi iniziare l’iter di approvazione. Le associazioni studentesche chiedono di avere un maggior peso nella progettazione dei percorsi di alternanza e di fare “vere” esperienze formative. Ma, sostanzialmente, danno un giudizio positivo all’arrivo della Carta dei diritti e dei doveri: «Rappresenta un risultato storico a difesa e tutela dei ragazzi», dice Filippo Pompei, portavoce nazionale «StudiCentro».


© RIPRODUZIONE RISERVATA