Servizi per il lavoro

Dal marketing alla qualità: esperti di vini a Conegliano

di Alberto Magnani

Amare il vino, conoscerlo, farne un lavoro: dal marketing al controllo di qualità, dall’export all’innovazione tecnologica sulla filiera. Sono i frutti della Fondazione istituto tecnico superiore «Nuove tecnologie per il made in Italy nel comparto agroalimentare e vitivinicolo» di Conegliano (Treviso), specializzato nella formazione di professionisti ad alto tasso di qualifiche per il mercato enologico.

L’istituto
Lo scenario è suggestivo: i corsi si dividono tra la “capitale del Prosecco” nel cuore della Marca trevigiana e Bardolino, in provincia di Verona, patria dell’omonimo rosso Doc. Le opportunità pure, se si considerano i numeri registrati dell’istituto: 800 ore di tirocinio sulle 1.800 totali del biennio, tasso di impiego fino al 70% a sei mesi dal termine delle lezioni, una rete di partnership che ha permesso l’attivazione di 172 stage aziendali nell’arco di quattro anni (2011-2015). Destinazione? Il 33% dei candidati ha vissuto in prima persona l’esperienza della cantina, seguito da un 16% che ha preferito aziende agroalimentari, un 14% orientato sulle società agricole e altre quote minori indirizzate a caseifici (12%), Gdo (9%) e distillerie (5%). Una varietà di sbocchi che rispecchia l’obiettivo dell’Its: rispettare la «vocazione del territorio», ma adattarla all’evoluzione di mercato e alla spinta del marchio made in Italy fuori dai confini nazionali. Lo stesso titolo finale, «Tecnico superiore per il controllo, la valorizzazione e il marketing delle produzioni agrarie, agroalimentari e agroindustriali», viene declinato sui vari impulsi commerciali del settore: il primo biennio più incline a controllo e gestione qualità, il secondo interessato a commercio internazionale, il terzo e in quarto in scadenza nel 2015 e nel 2016 che si completano con skill iper-specifiche come padronanza del software gestionale e web-marketing, legislazione nazionale, Ue ed extra Ue, logistica e distribuzione.

I requisiti d’accesso
Conoscenze di agraria giocano a favore, ma non ci sono vincoli sul curriculum di provenienza: tra i poco più di 100 iscritti dal 2011 a oggi, la maggioranza di diplomati dagli istituti agrari (35%) si affianca a fette robuste di diplomati in uscita da licei (24%) istituti alberghieri e di ragioneria (11% e 10%) e un 4% di laureati. Alle origini del progetto, del resto, non c’è una lista qualsiasi di partner. Tra i soci fondatori compaiono una storica scuola d’enologia come l’Isiss Cerletti di Conegliano e l’Istituto Carnacina di Bardolino (Verona), il Centro interdipartimentale per la ricerca in viticoltura ed enologia dell’università di Padova e l’azienda spumantistica Carpenè Malvolti, leader della Docg Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore. Proprio l’istituto Cerletti, nato nel 1876 e legato fin dalle origini alle famiglia Carpenè, ha fatto scattare la scintilla di un centro di formazione terziaria che producesse un ulteriore step di formazione. Questione di business e cultura produttiva, fattori che convivono nell’economia vinicola della zona: «Cultura che si traduce anche in acquisizione di competenze ben definite, per la valorizzazione del territorio e lo stretto suo legame con l’economia vitivinicola» dice Rosanna Carpenè, presidente della Fondazione e pronipote dell’Antonio che contribuì a fondare lo stesso istituto Cerletti. Anche perché l’Its, aggiunge la direttrice Damiana Tervilli, può fare da motore per lo «sviluppo delle conseguenti dinamiche economiche, sociali e professionali» in una terra di Pmi come il Veneto.


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