Famiglie e studenti

Test nazionali di lingua, in Italia competenze valutate solo alla maturità

di Alessia Tripodi

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Rapporto Eurydice sulla diffusione delle prove di valutazione nei Paesi dell'Ue: sistemi poco omogenei, la capacità di lettura è la «skill» più testata.

I test nazionali di lingua sempre più diffusi nelle scuole dell'Ue, che li utilizzano come strumento prioritario per valutare i progressi degli studenti. Ma la diffusione delle prove non risulta omogenea in tuta l’Unione: in buona parte dei Paesi, per esempio, ci sono test che coprono più di cinque lingue straniere, mentre in altri solamente una, quasi sempre l’inglese. E in Italia l’unico momento di valutazione nazionale delle competenze linguistiche è rappresentato dalla seconda prova scritta dell’esame di maturità (laddove è prevista). Sono i dati del rapporto appena pubblicato da Eurydice sui test nazionali di lingua nelle scuole secondarie superiori, che prende in considerazione le performance dell’anno scolastico 2014/2015 dei 28 Stati membri, dell’Islanda, Liechtenstein, Norvegia, Turchia, Montenegro e la Serbia.

Il confronto internazionale
La ricerca di Eurydice analizza l’importanza crescente dei test nazionali nelle lingue straniere, gli obiettivi dei test, il tipo di competenze valutate, gli strumenti messi a punto dai diversi paesi per rendere le procedure di attribuzione dei punteggi sempre più affidabili e misura, infine, l’influenza di questi test sul sviluppati dai diversi paesi per far sì che le procedure di attribuzione del punteggio siano coerente e affidabili, e l’influenza del Quadro comune europeo di riferimento per le lingue (Qcer) sui test.
Secondo i risultati della prima indagine sui test nazionali, pubblicata da Eurydice nel 2012, già a partire dagli anni ’90 queste prove sono diventate uno strumento sempre più strategico nella valutazione degli studenti, anche se in buona parte dei paesi le ha introdotte in maniera sistematica solo a partire dal 2001.
Il nuovo report svela che la competenza linguistica orale è la meno «testata», mentre la capacità di lettura risulta in assoluto la più valutata nei test. Solo la metà dei paesi prevede test di valutazione di tutte le competenze - ascolto, conversazione, lettura e scrittura - e l’Italia non è fra questi: nel nostro sistema, spiega Eurydice, non esistono infatti prove che misurano tutte e quattro le abilità.
La maggior parte dei Paesi prevede test per più di cinque lingue straniere (un gruppo che, secondo i dati, comprende anche l’Italia) e alcuni, come la Francia e la Norvegia, si arriva addirittura a sfiorare i 40 idiomi diversi. In ogni caso, in una dozzina di paesi si valuta solamente una lingua, inglese in primis.


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