Famiglie e studenti

Cittadinanzattiva: scuole ancora poco sicure e anagrafe incompleta

di Massimo Frontera

L'associazione civica rileva lacune nelle informazioni sulle strutture e una manutenzione ancora carente. Faraone (Miur): investiti quattro miliardi, troveremo altri soldi

Una scuola su quattro riceve una manutenzione carente. Una su sette presenta distacchi di intonaci, una su cinque ha lesioni strutturali. In circa un caso su dieci le richieste di manutenzione sono state ignorate. Sono alcune delle evidenze che emergono dal periodico rapporto presentato venerdì scorso a Roma da Cittadinanzattiva, instancabile nel pungolare governo e regioni sui temi della scuola e, in particolare, della sicurezza di studenti e personale scolastico. Il campione analizzato quest'anno ha preso in considerazione 101 edifici in 13 regioni (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Lazio, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Puglia, Sardegna, Sicilia e Veneto).

Il rapporto
Più in generale, l'associazione civica segnala che in anno si sono verificati 340 incidenti a studenti e personale scolastico. C'è poi l'anagrafe dell'edilizia scolastica, che, secondo Cittadinanzattiva, è una «fotografia ancora troppo sfocata», soprattutto al Sud. Anche se i dati sono stati resi accessibili, Cittadinanzattiva ha effettuato un sondaggio su 98 le scuole rilevando che le informazioni sulla struttura edilizia erano presenti solo in 34 casi, mentre negli altri casi l'incona sul sito internet nascondeva il nulla. «Le maggiori lacune - segnala l'associazione - si registrano proprio per le scuole appartenenti alle 6 regioni che hanno provveduto ad inserire i dati solo dalla fine di giugno: Campania, Sicilia, Lazio, Sardegna, Basilicata, Calabria».

Faraone (Miur): Investiti quattro miliardi, ma il governo troverà altri soldi
Il sottosegretario all'Istruzione con delega all'edilizia scolastica, Davide Faraone, ha sottolineato che sull'edilizia scolastica sono state investite molte risorse: «Quattro miliardi sono un'enormità in un periodo in cui si taglia un po' ovunque - ha sottolineato il sottosegretario rispondendo alle sollecitazioni dei giornalisti -. È chiaro che per l'edilizia scolastica ereditiamo una situazione difficilissima e quindi servono ancora più soldi. È comunque un obiettivo del governo metterne ancora».
Quanto all'anagrafe Faraone sottolinea che «per la prima volta nella storia di questo Paese c'è l'anagrafe dell'edilizia scolastica e che tutti i cittadini possono andare online e verificare la condizione degli istituti. A tutte le regioni e i comuni che sono indietro, quindi, staremo addosso fin quando non rispettano tempi e trasparenza».

Galimberti (Palazzo Chigi): L'edilizia scolastica è una priorità del governo
Anche Laura Galimberti, a capo della struttura di missione di Palazzo Chigi sull'edilizia scolastica, ha voluto rimarcare l'elevato livello d'attenzione del governo sulla scuola e sull'edilizia in particolare. Sull'anagrafe, Galimberti sottolinea che «dopo quasi venti anni d'inerzia abbiamo il quadro completo del panorama sull'edilizia scolastica. Da questa situazione il Governo ha iniziato a lavorare: a gennaio 2016 - annuncia - questi dati verranno aggiornati e vedremo i passi avanti fatti, che non saranno pochi».

I cantieri di edilizia scolastica in sintesi: clicca qui

Quanto ai cantieri, la responsabile della struttura di Palazzo Chigi ha presentato il bilancio a valle dei programmi avviati con le risorse stanziate dal governo Renzi. «Sono 1.643 i cantieri aperti la scorsa estate che chiuderanno nelle prossime settimane, oltre 454 interventi sono stati attivati per le scuole fino ai tredici anni e altri 501 per le scuole superiori, con un investimento totale di 344 milioni. C'è poi l'operazione dei mutui Bei: 905 milioni per le scuole, a cui l'anno prossimo se ne potranno aggiungere altri 230 già previsti nella legge della buona scuola e altri 90 dedicati ai conservatori e alle accademie».

Mutui Bei, allo studio la proroga della scadenza del 31 ottobre
Nella riunione dell'osservatorio sull'edilizia scolastica prevista il 1° ottobre prossimo si affronterà la questione dello slittamento della scadenza fissata al 31 ottobre per aggiudicare le gare finanziate con i 905 milioni della Bei. Il problema - segnalato da ultimo dall'Anci - sta nel fatto che il termine è ormai prossimo mentre il decreto che autorizza i mutui ha ricevuto le ultime firme a inizio settembre e ancora non si ha notizia della registrazione da parte della corte dei Conti.
Il 9 settembre scorso, l'unità di missione ha diffuso un parere dell'Autorità Anticorruzione (a fronte di un quesito inviato a luglio) nel quale si afferma che è sufficiente l'adozione del Dm che autorizza la stipula dei mutui per consentire agli enti locali di bandire la gara. Non è dato sapere se questo parere abbia convinto le ragionerie degli enti locali a sbloccare i bandi, ma il fatto che si stia lavorando a una soluzione strutturale (per una proroga della scadenza, con decreto interministeriale) autorizza a ritenere, quanto meno, che l'effetto del parere - se c'è stato - non è bastato.


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