Famiglie e studenti

Terra fresca dagli scarti alimentari: nelle scuole di Roma in arrivo 100 «compostiere»

di Massimo Frontera

Grazie a un accordo Ama-Enea nella capitale saranno installati «BioComp» per produrre compost di qualità con gli scarti alimentari delle mense scolastiche

«Compostiere» tascabili per trasformare, in loco, gli scarti organici alimentari in terra di qualità. È quanto prevede l'accordo siglato nei giorni scorsi tra l'Enea e l'Ama, la società capitolina per i servizi ambientali. Le macchine saranno installate nelle scuole, ma anche in alcuni alberghi e uffici della Capitale. L'esatta localizzazione sarà individuata d'intesa con i municipi. La macchina consentirà lo smaltimento diretto di scarti alimentari e vegetali e dovrebbe portare a uno sconto sulla tariffa. L'accordo ha una durata triennale, ma già nel primo anno, si pensa di completare l'installazione di 100 macchine in tutti i 15 municipi romani.

Il progetto
Ciascuna macchina consentirà di trasformare, ogni anno, 80 tonnellate di rifiuti, per un totale di 8mila tonnellate l'anno sottratte ai cassonetti e che invece si trasformeranno in un fertilizzante di alta qualità «fatto in casa».
La dimensione tascabile della produzione di compost è una novità abbastanza recente. Roma ha un centro specializzato (a Maccarese) che però è logisticamente e produttivamente insufficiente per la Capitale. Questa scala intermedia, che passa per la responsabilizzazione e il vantaggio tariffario del soggetto coinvolto, è una soluzione nuova che la città potrà ora sperimentare.
«Con questa intesa Enea supporta con il suo know-how una delle maggiori aziende nazionali di servizio pubblico nell'implementare una tecnologica innovativa, in grado di determinare ricadute positive in termini di taglio dei costi ed efficacia di intervento - ha evidenziato il commissario dell'Enea Federico Testa -. Siamo disponibili a illustrarne le potenzialità anche ad altre amministrazioni pubbliche a livello nazionale e internazionale per eventuali accordi come quello con Ama».
«Stiamo dando il via a un processo che cambierà modelli e cultura dell'intero ciclo dei rifiuti nella città di Roma. La Capitale ha già raggiunto volumi ingenti nella raccolta differenziata degli scarti organici. Per questo Ama e l'Amministrazione capitolina - ha sottolineato il presidente dell'Ama, Daniele Fortini - stanno mettendo in campo soluzioni alternative all'invio presso grandi impianti, volte anche all'abbattimento delle emissioni di CO2 legate al trasporto su gomma. Con questo importante accordo l'azienda si propone come motore di una svolta radicale verso una gestione dei rifiuti ecosostenibile di prossimità».
«È un altro tassello che si aggiunge al percorso voluto da questa amministrazione verso l'obiettivo "rifiuti zero" e dimostra l'impegno dell'azienda che, su input del sindaco, sta lavorando per migliorare i servizi tenendo ben presente la sfida dell'efficientamento e dell'innovazione tecnologica – ha commentato l'assessore capitolino all'Ambiente, Estella Marino -. Roma paga ancora un deficit nel trattamento della frazione organica dei rifiuti tanto che, dall'inizio del mio mandato, ho sottolineato più volte la necessità di realizzare l'impiantistica di filiera, ovvero i cosiddetti ecodistretti, di cui il primo step sarà l'impianto di compostaggio. Le compostiere di comunità sono un altro strumento per contribuire all'intero cambiamento del ciclo dei rifiuti in città coinvolgendo anche le grandi utenze». «Chi ha la compostiera domestica ha già lo sconto in tariffa di una percentuale della parte variabile - ha spiegato Estella Marino- e avviando questa sperimentazione inizieremo a ragionare se anche rispetto a questo tipo di utenza si farà la stessa premialità dal punto di vista della tariffa».


La prima «compostiera» nella sede dell'Enea, poi l'Ama lancerà una gara
La macchina si presenta come un contenitore di acciaio di pochi metri quadrati con un ingresso per i rifiuti e un'uscita per il compost. Il monitoraggio sulle «compostiere» che saranno installate a Roma sarà a cura del personale dell'Enea. Sempre l'Enea curerà la formazione del personale a contatto con il meccanismo. Sarà invece l'Ama a prendere accordi con i partner che verranno selezionati per promuovere il compostaggio domestico. «In particolare - si legge in una nota - verrà richiesta la collaborazione dei municipi per trovare l'adeguata collocazione dei "BioComp" garantendone, una volta installati, l'operatività giornaliera e l'accessibilità». «Altri due obiettivi - prosegue il comunicato - sono la sottoscrizione di intese con l'associazionismo ambientalista per la verifica semestrale del progetto e l'attivazione di meccanismi di incentivazione per coloro che mostreranno comportamenti virtuosi». L'Ama assicurerà, infine, le analisi del compost prodotto presso laboratori certificati.
Quanto all'acquisizione delle cento "compostiere", l'Enea dovrà definire nel dettaglio le specifiche tecniche dell'impianto tascabile. Sarà poi l'Ama a fare il bando di gara per acquisire i 100 "biocomp": «Ci sono più di dieci imprese in grado di produrre questo macchinario - ha detto il presidente dell'Ama -. Dovremo procedere con una gara che contempli la manutenzione e gli aggiornamenti tecnici del macchinario».


© RIPRODUZIONE RISERVATA