Famiglie e studenti

I finanziamenti del Governo mettono in moto 1.800 cantieri

di Massimo Frontera

Ammonta a circa 1.800 il numero dei cantieri di edilizia scolastica messi in moto dalle ultime misure finanziate dal Governo. Il numero comunicato dal ministero dell’Istruzione rende l’idea della spinta agli appalti per la riqualificazione dello stock edilizio scolastico, dato dall’Esecutivo attraverso una gamma di misure che spaziano dalla concessione di risorse, allo sblocco di spazi finanziari. Varie le categorie di opere finanziate: dalla micro-manutenzione (“scuole belle”), al bando per le scuole innovative (finanziamenti Inail).

I cantieri censiti finora da Viale Trastevere sono frutto per la maggior parte dei programmi “scuole sicure”, mirati alla messa in sicurezza di parti dell’edificio (rimozione dell’amianto, o interventi di adeguamento antisismico).

L’altra quota rilevante include i lavori finanziati dal Dl Fare, con il primo stanziamento di 150 milioni di euro, cui sono seguite successive risorse a scorrimento della graduatoria. Nel corso dell’attuazione di questo piano, il ministero ha reso noto che - grazie alle economie ottenute dai ribassi d’asta - è stato possibile recuperare altri 23 milioni di euro, già destinati agli ulteriori interventi in graduatoria.

Mutui Bei

Ancora ai nastri di partenza, invece, il piano finanziato con i mutui Bei. Si tratta della novità che più di altre potrebbe incidere sullo svecchiamento del patrimonio di edilizia scolastica. Oltre 900 milioni sono stati resi disponibili grazie a un mutuo di 40 milioni l’anno per 30 anni pagato dallo Stato, con soldi anticipati dalla Bei e gestiti da Cassa depositi e prestiti. I soldi - che potranno essere spesi senza il vincolo del patto di stabilità - ha messo in grado molti Comuni di tirare fuori dal cassetto vari progetti senza copertura.

La lista dei 1.215 progetti è stata già selezionata dalle Regioni e approvata dal ministero dell’Istruzione. La misura attende ora l’ultimo importante passaggio attuativo: la registrazione, da parte della Corte dei conti, del Dm Istruzione, che autorizza le Regioni ad accendere i mutui. La misura ha però avuto un complesso percorso attuativo. Basti ricordare che è stata prevista dall’ex ministro dell’Istruzione Maria Chiara Carrozza, ma è stata concretamente attuata dall’attuale titolare dell’Istruzione, Stefania Giannini. È stato necessario superare complessità procedurali per perfezionare l’accordo con la Bei, ed è stato necessario un doppio accordo (di livello politico e di livello tecnico) tra la Banca europea per gli investimenti e lo Stato italiano.

Fondi Inail

Tutta ancora da costruire è la possibilità di investire fino a 300 milioni di euro in nuove strutture scolastiche, con fondi messi a disposizione dall’Inail. La dote è stata già ripartita su base regionale. Non si tratta di erogazioni a fondo perduto, ma di fondi che l’ente può mettere a disposizione a fronte di un ritorno economico dell’investimento.

Il meccanismo - molto simile a quello di un project financing o un leasing - prevede un canone da parte dell’ente per remunerare l’Inail per il periodo di investimento. L’iniziativa è stata avviata (con un decreto firmato dal ministro Giannini) ed entro il prossimo 15 ottobre le Regioni dovranno raccogliere e inviare a Viale Trastevere i progetti. L’obiettivo è stimolare la qualità progettuale per realizzare edifici il più possibile avanzati - sia dal punto di vista costruttivo, che didattico - e che possano essere di esempio e stimolo per le future progettazioni.

Le ultime scadenze

Tra le misure attuative più recenti c’è poi il decreto - firmato dal ministro Giannini ad agosto - per l’ispezione dei solai nelle scuole, con lo scopo di prevenire crolli improvvisi. Anche qui c’è una scadenza importante e non troppo lontana: entro il 15 ottobre è annunciato il bando nazionale con sportello on line per assegnare i fondi.

Ancora più ravvicinata è la scadenza del 30 settembre, termine perentorio entro il quale le Regioni dovranno comunicare al ministero dell’Economia la rideterminazione degli obiettivi finanziari degli enti locali, ai fini della concessione di spazi finanziari per investimenti, da destinare anche all’edilizia scolastica.

Anagrafe delle scuole

Ma la novità epocale di quest’anno è l’attivazione dell’anagrafe dell’edilizia scolastica, che mette fine all’indegna mancanza di informazioni aggiornate e particolareggiate sul patrimonio edilizio.

L’operatività è stata più volte rinviata e infine attuata sotto il pungolo instancabile di alcune associazioni civiche. Si tratta ora di alimentare e tenere aggiornato nel tempo questo bagaglio di informazioni, destinato a diventare il parametro di riferimento per la ripartizione delle risorse per l’edilizia scolastica.


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