Famiglie e studenti

Al via il secondo anno del «coding» tra i banchi: coinvolti un milione di studenti

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Il coding, o meglio la programmazione informatica, «è una nuova lingua, una lingua computazionale, e impararla è un modo straordinario per entrare nel mondo con il piede giusto». Così il ministro dell'Istruzione, Stefania Giannini ha lanciato il secondo anno dell'iniziativa “Programma il Futuro”, il progetto del Miur con il Consorzio Interuniversitario Nazionale per l’Informatica (Cini) che nel 2014/2015 ha già avvicinato oltre 300mila studenti, di quasi 16.500 classi, al coding.
Forte del successo del primo anno, il programma punta a obiettivi ben più ambiziosi: «Il nostro obiettivo per quest’anno è coinvolgere un milione di studenti», ha indicato Giannini puntando ad arrivare a un totale di tre milione nell'arco di cinque anni, soprattutto tra i bimbi della scuola primaria.

Gli obiettivi
Alla presentazione hanno partecipato anche la presidente della Camera dei deputati, Laura Boldrini, e Hadi Partovi, fondatore di Code.org, l'organizzazione che ha convinto il presidente Barack Obama a portare il coding nelle scuole americane. Il progetto italiano si ispira a quello statunitense. «La nostra visione – ha evidenziato Partovi - sin da quando abbiamo fatto partire Code.org, è stata che ogni studente in ogni scuola dovrebbe avere la possibilità di imparare l’informatica. È entusiasmante vedere le scuole italiane primeggiare a livello mondiale nell’aderire all’Ora del Codice e nel diffondere la formazione al pensiero computazionale».
«Questo progetto è nato con l’idea di far capire che il pensiero computazionale è uno strumento utile non solo per i futuri tecnologi, ma per tutte le professioni – hanno spiegato Giorgio Ventre ed Enrico Nardelli, coordinatori del progetto per il Cini -. Il successo che abbiamo avuto nel primo anno ci conforta e ci conferma che questo messaggio è stato recepito e che davvero il coding può aiutare ad apprenderne l’uso come metodo di ragionamento».

Il lancio del programma è arrivato nel giorno in cui un rapporto dell’Ocse, pur sottolineando la necessità che i ragazzi siano avviati all'acquisizione delle competenze informatiche di base, ha evidenziato che i giovani le acquisiscono prevalentemente al di fuori dell’ambiente scolastico e che la scuola deve trovare modalità innovative per diventare autorevole in questo campo. L’Ocse ha inoltre messo in luce che tali competenze devono essere inserite all’interno di una didattica trasformata per poter raccogliere tutti i risultati delle risorse digitali.

Le novità per il secondo anno
Diverse le novità di “Programma il Futuro per questo secondo anno”. Gli insegnanti che aderiranno al progetto potranno contare su più supporti didattici per le lezioni. Per i docenti anche un maggior numero di volontari messi a disposizione dalle aziende che collaborano con l’iniziativa, resa possibile anche grazie al supporto di alcuni partner sensibili alla crescita digitale del Paese: Telecom Italia, Samsung Italia, Engineering, Microsoft Italia, CA Technologies, Cisco, De Agostini Scuola, Hewlett-Packard, Intel, Oracle, Andinf, Facebook, SeeWeb.


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