Famiglie e studenti

Una protesta inopportuna

di Cl. T.

La strategia di lotta sindacale ha tolto a molti studenti il diritto di essere accolti in classe il primo giorno di scuola. Lunedì è successo a Catanzaro, ieri a Firenze, in parte a Roma e a Livorno, dove ci sono stati insegnanti che, al rientro al lavoro dopo due-tre mesi di vacanza, hanno deciso di non incontrare i ragazzi, ma di indire assemblee sindacali per protestare contro la riforma della scuola. Caos e disagi sono stati limitati, perché tanti altri docenti sono entrati a scuola, anteponendo a malumori e proteste di categoria la passione per l’insegnamento e la vocazione educativa del loro mestiere.

Aule vuote e studenti nel cortile il primo giorno di scuola restano comunque una brutta cartolina. Che deve far riflettere. In primo luogo, su quello che c’è, e si è creato negli anni, attorno al mondo dell’istruzione, chiuso in un forte corporativismo. Al punto che viene da chiedersi come in un Paese moderno non si riesca ancora a trovare un modo per conciliare legittimi diritti sindacali con altrettanti legittimi diritti di studenti e genitori a una educazione di qualità.

La protesta vista ieri richiama alla mente quella di maggio scorso, quando, per criticare la Buona Scuola, alcuni docenti hanno spinto i ragazzi a boicottare le prove nazionali Invalsi, di rilevazione degli apprendimenti. Una strategia sindacale miope, allora come ora, dal sapore di una ennesima battaglia di retroguardia.


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