Famiglie e studenti

Tutti divisi anche sulle proteste dal primo giorno? «Un grave errore, no giuste»

di Mar.B.

La scuola è partita regolarmente, nonostante contestazioni e proteste. Ma cosa pensano gli operatori della scuola di questo avvio del nuovo anno scolastico e della necessità di guardare ai reali destinatari della scuola che sono proprio gli studenti?

La politica: «No al Vietnam già dal primo giorno»
Da due rappresentanti di spicco di maggioranza e opposizione - i due responsabili Scuola del partito democratico e di Forza Italia - c’è piena condivisione sulla necessità di non trasformare subito questi primi giorni di scuola in un “Vietnam ”. Per Francesca Puglisi (Pd) «bloccare con un’assemblea per diverse ore il primo giorno di scuola, come potrebbe accadere in diverse scuola in Toscana, è un errore perché non si può danneggiare gli studenti che devono poter vedere integro il proprio diritto all'istruzione soprattutto in una giornata così attesa dai ragazzi e dalle loro famiglie. Ai docenti dico di non temere questa riforma che dà più autonomia agli istituti e più risorse come mai in passato». E sui due punti più criticati - l’esclusione di tanti precari dalle chiamate della Buona scuola e l’avvento del super preside - la Puglisi rassicura: «Presto ci sarà uno straordinario concorso per gli esclusi per oltre 70mila posti, mentre sui dirigenti dico che per la prima avranno più poteri, ma anche più responsabilità con tanto di valutazione che potrà mettere a rischio anche parte della loro retribuzione». Sulla stessa linea Elena Centemero (Forza Italia): «Condivido assolutamente l'appello a mettere al centro della scuola gli studenti e non i docenti come invece è accaduto negli ultimi anni, da docente e da dirigente scolastico prima che da parlamentare non capisco proprio che esempio possano dare ai loro ragazzi gli insegnanti che utilizzano questi primi giorni di scuola per protestare». La Centemero critica comunque il ministero per la «poca trasparenza nell’operazione assunzioni visto che i docenti non hanno saputo in base a quali criteri sono stati assegnata a una sede o un’altra».

I presidi: la scuola è per gli studenti
Per il leader dei presidi dell’Anp, Giorgio Rembado, non c’è dubbio che la scuola è per gli studenti e non per chi ci lavora. Sono comprensibili le proteste sindacali, ma ciò non può portare nocumento alle esigenze educative dei ragazzi.

Il sindacato: non contestiamo contro gli alunni, ma contro il governo
Anche il leader della Cisl Scuola, Francesco Scrima, ritiene che la scuola debba guardare ai bisogni educativi dei ragazzi. Ma il sindacato fa bene a protestare perchè critica il governo accusato di arroganza e di scarso dialogo.

Le associazioni degli studenti sul piede di guerra
Le associazioni studentesche non rinunciano invece alle mobilitazioni che ormai quasi tradizionalmente accompagnano il ritorno tra i banchi. «Se lo abbiamo fatto negli anni passati quest’anno dopo l’approvazione della riforma della Buona scuola ha ancora più valore la protesta», avverte Alberto Irone, portavoce della Rete degli Studenti Medi. «Ci mobilitiamo fin dal primo giorno di scuola perché siamo contrari alla legge 107/15 e rivendichiamo una scuola nuova dove l'apprendimento, la didattica e lo studente siano realmente al centro». L’Unione degli studenti già ieri, in diverse città, ha tappezzato le scuole di cartelli di divieto di accesso per “Buona Scuola”, “presidi manager”, “fondi privati” e ha costruito barricate di cartone all'ingresso delle scuole. Tanto per far capire l'aria che tira: «Se il Governo ha pensato di aver vinto il grande movimento della scuola si sbaglia di grosso: la riforma non sarà applicata, ogni scuola sarà una barricata!».


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