Personale della scuola

Si rafforza l’alternanza con il lavoro. In arrivo un «vademecum» per i presidi

di Francesca Malandrucco

Dai banchi di scuola alle imprese. L’anno scolastico è appena iniziato, e tra le prime novità subito in vigore c’è il rafforzamento dell’alternanza con il lavoro, previsto dalla riforma Renzi-Giannini. La novità riguarda non solo gli studenti degli istituti tecnici e professionali, che in alcuni casi hanno già sperimentato il sistema dell’alternanza, ma anche quelli dei licei per i quali stage, tirocini e didattica in laboratorio sono una vera novità: la legge ha fissato un numero minimo di ore da passare in azienda, almeno 400 per gli iscritti agli istituti tecnici e 200 per quelli che frequentano i licei.

Il vademecum del Miur
Per facilitare il lavoro dei presidi il Miur sta per emanare una circolare-vademecum per illustrate passo passo tutte le operazioni e gli adempimenti da fare per far muovere i primi passi agli studenti dentro le imprese.

Il lavoro nel curriculum scolastico

L’esperienza di lavoro dovrà essere strettamente legata al percorso formativo dei ragazzi ed entrerà a tutti gli effetti a far parte del loro curriculum scolastico che sarà poi valutato dalla commissione esaminatrice durante l’esame di stato conclusivo del percorso di istruzione secondaria. Per questo motivo le ore di alternanza non dovranno essere svolte solo presso le imprese. Gli studenti potranno scegliere di fare un’esperienza di “lavoro” anche negli ordini professionali, nei musei, negli enti che si occupano di cultura, arte e musica, o addirittura negli enti di promozione sportiva, a patto che siano riconosciuti dal Coni. Per chi, poi, vuole approfondire una lingua straniera, c’è la possibilità di fare un’esperienza di alternanza scuola-lavoro direttamente all’estero.

Si tratta, quindi, di una vera e propria novità che rivoluziona i rapporti tra mondo della scuola e mondo del lavoro e crea, almeno nelle intenzioni, un ponte tra due realtà rimaste per troppo tempo lontane.

Fino ad oggi la formazione on the job in Italia non superava le 100 ore l’anno, coinvolgendo meno del 9% del totale dei ragazzi delle scuole superiori, ed era lasciata all’iniziativa di singoli dirigenti scolastici o di aziende. Nel nostro paese appena il 4% dei ragazzi under 29 studia e fa pratica in azienda, mentre la media europea si attesta intorno al 13%, fino ad arrivare al 22,1% in Germania.

Dirigenti scolastici, studenti e aziende ora hanno pochi mesi di tempo per organizzarsi. La maggior parte di stage e tirocini partirà nel luglio 2016. La riforma della scuola, infatti, prevede che le ore di alternanza scuola-lavoro siano concentrate soprattutto nei periodi in cui l’attività didattica è sospesa.

Registro per le disponibilità

Per far fronte alle moltissime richieste che arriveranno da tutte le scuole italiane, le Camere di commercio devono istituire subito un registro nazionale per l’alternanza scuola-lavoro, aperto e consultabile gratuitamente, dove sono elencate le imprese e gli enti disponibili a svolgere i percorsi. Non solo. Ogni azienda dovrà indicare i periodi dell’anno in cui sarà possibile fare l’esperienza e il numero massimo degli studenti ammissibili. In una sezione speciale del registro nazionale verranno riportati anche dati più sensibili, dal tipo di attività svolta ai dati del fatturato, al personale. Tutto naturalmente nel rispetto della legge sulla privacy.

Sarà poi compito del dirigente scolastico fare una selezione delle realtà più interessanti e contattare le singole aziende e gli enti pubblici disponibili, stipulare con loro convenzioni sia per attivare i percorsi di alternanza che per favorire l’orientamento scolastico e universitario dello studente. Le scuole potranno firmare convenzioni anche con gli uffici centrali e periferici del ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo.

Faranno parte integrante dei percorsi di alternanza scuola-lavoro anche le attività di formazione in materia di tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro organizzati, in questo caso, direttamente dalle scuole secondarie di secondo grado. I corsi serviranno a preparare i ragazzi che frequentano l’ultimo triennio delle superiori a fronteggiare gli eventuali rischi che potranno incontrare durante le attività di stage.

L’intera operazione, però, non dovrà pesare troppo sui bilanci delle scuole. Per far partire i percorsi di alternanza scuola-lavoro, il Governo ha previsto un extra budget di 100 milioni di euro, disponibili dal 2016, che dovranno essere ripartiti tra tutti gli istituti scolastici.


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