Famiglie e studenti

di Eu. B.

Ieri ha preso il via un anno particolarmente importante, strategico, per la riuscita concreta della Buona scuola voluta dal premier Matteo Renzi e dal ministro Stefania Giannini. Molti i terreni di confronto e verifica, anche se gran parte dei provvedimenti troveranno applicazione a partire dal prossimo anno scolastico. La legge 107 sono è chiamata alla prova dei fatti. A cominciare dalle novità che attendono gli studenti e le loro famiglie.

Come l’alternanza scuola-lavoro, che diventa obbligatoria: le ore di formazione “on the job” toccheranno almeno quota 400 negli istituti tecnici e professionali (200 nei licei) e coinvolgeranno i ragazzi dalla terze classi in su (si potrà andare anche all’estero). Obiettivo è far diventare il periodo diaddestramento in aziende, enti pubblici, musei, associazioni professionali, la norma e non l’eccezione come è stato fino a oggi. A regolamentare l’istituto, da un lato, interverrà la Carta con i diritti e i doveri dello studente; dall’altro, il registro delle imprese che offriranno durante l’anno un percorso di alternanza.

Tra discipline e competenze

Alla voce alunni va ricordato anche il rafforzamento di alcune discipline (musica, arte, lingue, competenze digitali ed economia su tutte) che consentirà a ogni scuola di scegliere come modellare la proprio offerta formativa. E proprio su questo entrano in gioco anche le famiglie. Le scelte che ogni istituto compierà non resteranno chiuse all’interno dell’edificio scolastico ma dovranno essere messe nero su bianco nel piano dell’offerta formativa (Pof), documento da rendere consultabile online e che diventerà ancora di più la carta d’identità delle scuole. Per quest’anno i Pof saranno due: quello del 2015-2016 che va elaborato secondo le vecchie regole e quello riveduto e corretto, di durata triennale, che diventerà attivo con il 2016-2017.

Autonomia al decollo
A questo strumento - oltre che allo staff di docenti aggiuntivi, in media 7 in più per ogni istituto - è affidato il decollo dell’autonomia scolastica che è rimasta sulla carta dai tempi di Luigi Berlinguer. Al nuovo Pof triennale dovranno lavorare tutte le componenti interne alla scuola: sarà elaborato dal collegio docenti, sulla base di indirizzi definiti dal preside, per essere poi approvato dal consiglio di istituto. Nel nome di quella collegialità che la riforma si è autoimposta di rispettare.

La flessibilità non riguarderà solo l’offerta formativa. Ma anche la “domanda”. Grazie al cosiddetto “curriculum dello studente” che avrà un peso specifico all’esame di maturità. Ogni istituto potrà attivare una serie di insegnamenti aggiuntivi che verranno realizzati essenzialmente grazie ai nuovi docenti dell’autonomia, diventeranno parte integrante del percorso scolastico del ragazzo e saranno restituiti dalla scuola, appunto, nel curriculum dello studente, che ne individua il profilo e raccoglie tutti i dati utili anche ai fini dell’orientamento e dell’accesso al mondo del lavoro.

Valutazione dei docenti

Va ricordato che non tutte le novità previste dalla Buona scuola avranno applicazione immediata. Per la valutazione degli insegnanti, bisognerà attendere il 2016 con l’avvio del fondo da 200 milioni annui che verranno assegnati dal preside ai docenti meritevoli sulla base di criteri individuati dal comitato di valutazione che sarà composto in prevalenza da insegnanti stessi, ma anche da genitori, studenti e da un membro esterno e che le singole scuole dovranno provvedere a eleggere in questi giorni.

Qualche mese in più (settembre 2016) ci vorrà invece per l’altra grande scommessa della riforma: il rafforzamento del ruolo del preside. Che passerà soprattutto dalla possibilità di “scegliersi” i docenti aggiuntivi. Quest’anno infatti i dirigenti scolastici sono chiamati solo a indicare di quanti professori dell’organico potenziato hanno bisogno. L’anno prossimo potranno invece fare i “nomi e cognomi” dei docenti che vogliono assumere. Fermo restando che toccherà a questi ultimi accettare la proposta di incarico.

L’anno prossimo è l’orizzonte temporale per cominciare a sondare gli effetti delle modifiche fiscali previste dalla legge 107. Nelle prossime dichiarazioni dei redditi si potrà beneficiare sia del credito d’imposta al 65% delle erogazioni liberali eventualmente disposte nel corso del 2015 a favore degli istituti scolastici; sia della detrazione Irpef del 19% per le rette d’iscrizione alle scuole paritarie. Elementari, medie o superiori che siano e con un tetto fissato a 400 euro.


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