Personale della scuola

Assunzioni, assegnate 8.532 cattedre con la «fase B» 

di Eu. B.

Oltre il 97% dei docenti ha accettato una proposta di incarico. La conferma è giunta ieri dal ministero dell’Istruzione che ha diffuso i dati definitivi sulla cosiddetta fase “B” delle assunzioni. Su 8.776 cattedre messe a disposizione dal Miur - che si sommano alle 29mila già distribuite durante le fasi “zero” e “A” - ne sono state assegnate 8.532. In 52 casi invece prof hanno rifiutato la proposta di assunzione. Chiudono il conto le 192 “non risposte” che vanno considerate come rifiuto. Soddisfatta la ministra Stefania Gianni: «Stiamo dando alla scuola i docenti di cui ha bisogno per garantire ai nostri studenti un'offerta più ricca che risponda ai loro bisogni formativi e guardi al futuro».

La geografia delle accettazioni ricalca quella delle proposte. Gran parte dei sì si riferiscono a disponibilità nelle scuole del centro-nord. In testa c’è sempre la Lombardia con 2.586 sì, 14 no e 50 non risposte. Ed è curioso che dopo tutte le polemiche sui “deportati”, innescata dal fatto che circa 7mila prof dovranno risalire lo Stivale per lavorare, anche al Sud si siano registrate delle rinunce: 5 in Calabria, 4 in Campania e Sicilia, 2 in Sardegna e Puglia.

Tutti coloro che, implicitamente o esplicitamente, hanno risposto “no” saranno cancellati dalle graduatorie a esaurimento; gli altri si recheranno entro domani nelle scuole polo per firmare il contratto di assunzione e scegliere la sede di lavoro. A meno che non abbiano ricevuto una delle supplenze (magari vicino casa) assegnate dal Miur entro l’8 settembre. In quel caso la presa di servizio sarà rinviata al 1° luglio o 1° settembre 2016. Ciò comporterà che alcune cattedre, seppure formalmente accettate, rimarranno sostanzialmente scoperte e verranno assegnate nei prossimi giorni attingendo alle liste di istituto. A dicembre toccherà poi alla fase “C” del piano di assunzioni che assegnerà i 55.218 posti di potenziamento dell’autonomia. 

Nel frattempo anche la Regione Puglia, così come il veneto, ha deciso di impugnare davanti la Consulta la riforma Renzi-Giannini. Una scelta non politica, ha precisato una nota della giunta guidata da Michele Emiliano, ma fondata «sul mero intento di tutelare la Regione Puglia su alcuni aspetti del dimensionamento scolastico».


© RIPRODUZIONE RISERVATA