Personale della scuola

Precari, entro l’11 settembre l’accettazione della cattedra

di Eu. B

La procedura per la maxi-assunzione dei precari si arricchisce di una nuova scadenza. Con un avviso pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 28 agosto il ministero dell’Istruzione ha fissato per l’11 settembre la data ultima per l’accettazione degli incarichi che i docenti riceveranno nell’ambito della cosiddetta «fase B». Chi non lo farà - precisa il Miur - non riceverà altre proposte di incarico nella successiva fase “C” (che attribuirà altri 55mila posti di potenziamento, ndr) e sarà cancellato dalle graduatorie.

In ballo in questo momento ci sono le 16.210 cattedre (di cui 8.797 sul sostegno) che sono rimaste scoperte al termine dei primi due step previsti dalla «Buona Scuola» nell’ambito dell’operazione precari (su cui si veda Scuola24 del 27 agosto ): la fase “zero” che ha interessato tutti i posti liberi dopo il turn over e la fase “A” che ha riguardato le altre disponibilità sull’organico di diritto. A  contendersele saranno i circa 71mila prof che hanno presentato la loro istanza online entro il 14 agosto scorso. A incrociare l’offerta dei posti disponibili come le preferenze di provincia espresse dai docenti ci penserà il sistema informatico del Miur.

I “fortunati” riceveranno una mail a partire dalle 00.01 del 2 settembre e avranno 10 giorni di tempo per accettare o rinunciare. Cioè entro la mezzanotte dell’11 settembre come previsto dall’avviso pubblicato in Gazzetta. Che mette in guardia gli insegnanti dal doppio rischio collegato al rifiuto: «Coloro che non accettano la proposta di assunzione eventualmente effettuata nella fase B non partecipano alle fasi successive del piano di assunzioni e sono definitivamente espunti dalle graduatorie di merito e a esaurimento in cui sono iscritti».

Già si sa che non tutte le cattedre saranno assegnate. Per alcune classi di concorso non ci sono domande a sufficienza mentre per altre si registra un surplus di aspiranti. Tanto più che gran parte delle cattedre libere sono al Nord mentre le richieste provengono soprattutto dal Sud. Al punto che i sindacati nei giorni scorsi hanno parlato di rischio «deportazione» per migliaia di docenti. Un’accusa che il sottosegretario Davide Faraone ha già respinto al mittente. Sottolineando che si tratta invece «della più grossa assunzione di tutti i tempi». 


© RIPRODUZIONE RISERVATA